

Grazie alla mobilitazione, alle assemblee e alle pressioni attivate in questi giorni a tutti i livelli dalla Cisl Fp, gli oltre 2000 infermieri si vedranno restituire le quote trattenute nella busta paga di novembre!
La vicenda delle buste paga degli infermieri del Servizio sanitario, appesantite a novembre da trattenute improvvise, si avvia verso una soluzione. Dopo settimane di incertezza, il Ministero della Pubblica Amministrazione ha formalmente chiarito che tutte le ore lavorate oltre l’orario contrattuale, comprese quelle di pronta disponibilità, rientrano nella detassazione al 5% prevista dalla legge di Bilancio 2025 per gli straordinari degli infermieri.
Si tratta di un intervento che conferma la posizione sostenuta da subito dalla Cisl Fp e che contraddice l’interpretazione restrittiva dell’Agenzia delle Entrate, alla base dei recuperi fiscali disposti da numerose aziende sanitarie. A generare il caos è stato l’interpello di una Asl piemontese: l’Agenzia delle Entrate ha risposto distinguendo, sul piano fiscale, tra straordinari ex art. 47 del Ccnl e ore di pronta disponibilità ex art. 44. Sulla scorta di quel parere — peraltro non vincolante — le aziende sanitarie venete hanno predisposto conguagli retroattivi, trattenendo l’Irpef non richiesta nei mesi precedenti. Le trattenute, dai 50 a oltre 2.000 euro, sono arrivate senza preavviso sulle buste paga di novembre.
“Per la Cisl Fp Padova Rovigo – precisa il segretario generale Andrea Ricci – si è trattato di una decisione unilaterale e priva di fondamento normativo, che ha penalizzato ulteriormente una categoria già sottopagata e sotto pressione”.
Secondo le segnalazioni raccolte dal sindacato, sono circa 2000 gli infermieri coinvolti tra Azienda Ospedaliera di Padova, Ulss 6 Euganea, Ulss 5 Polesana e Iov. In alcuni casi la cifra trattenuta avrebbe superato i 2.000 euro. Una situazione allarmante, che evidenzia la gravità e la dimensione dell’errore.
La pronta disponibilità è straordinario a tutti gli effetti
Gli infermieri reperibili garantiscono interventi urgenti fuori dall’orario ordinario: una disponibilità che va oltre le 36 ore settimanali previste dal contratto e in deroga anche al riposo compensativo. La pronta disponibilità viene utilizzata per sopperire alla carenza di personale e, in molti casi, viene ormai impiegata anche in contesti in cui sarebbe invece necessario attivare un turno di lavoro ordinario. La stessa relazione tecnica della Manovra 2025 aveva calcolato le coperture economiche includendo l’intero straordinario infermieristico, compresa la pronta disponibilità.
Da qui la posizione netta della Cisl Fp: l’esclusione era priva di logica sia giuridica che funzionale.
Il 20 novembre, con un documento ufficiale dell’Ufficio legislativo, il Ministero della Pubblica Amministrazione ha stabilito che «La detassazione al 5% si applica a tutte le ore effettivamente lavorate oltre l’orario contrattuale, qualunque ne sia la causale».
Una presa di posizione che smentisce direttamente la linea adottata dal Fisco e dalle aziende.
La Cisl Fp ha immediatamente richiesto la restituzione di tutte le somme trattenute e senza ritardi!
Per questo la Cisl Fp Padova e Rovigo ha inviato una nota a tutte le aziende sanitarie del territorio chiedendo di ripristinare con effetto immediato l’applicazione dell’imposta sostitutiva del 5% sullo straordinario del personale infermieristico, a decorrere dalla mensilità di dicembre 2025 e di provvedere alla restituzione, sulla prima busta paga utile (dicembre 2025), delle somme impropriamente trattenute nella mensilità di novembre 2025.
“Quando si tratta di trattenere, il fisco è sempre rapidissimo. Quando si tratta di restituire ciò che è dovuto, emergono ostacoli e cavilli”, denuncia la Cisl Fp Padova e Rovigo.
L’Azienda, in data 3 dicembre 2025, in risposta alla richiesta Cisl Fp di restituire le quote prelevate nel mese di novembre, ha informato che con l’elaborazione stipendiale del corrente mese di dicembre si è ritenuto di ripristinare l’assoggettamento ad aliquota agevolata del 5%, relativamente al lavoro straordinario in pronta disponibilità, erogato nel corso del 2025.
Per la Cisl Fp è la chiusura di una vicenda paradossale. Siamo soddisfatti che sia passato chiaro il messaggio che la questione andava ben oltre il mero conguaglio fiscale: è un problema di riconoscimento del ruolo strategico degli infermieri per la tenuta del sistema sanitario. Gli ospedali si reggono sul sacrificio degli infermieri. Non si può chiedere loro sempre di più e poi colpirli in busta paga.
Con circa 2.000 colleghi coinvolti e trattenute fino a 2.000 euro a testa, è evidente che non si è trattato di un episodio marginale, ma di un errore sistemico che va corretto fino in fondo. Vista la delicatezza della questione, l’Agenzia delle Entrate avrebbe dovuto approfondire bene prima di mettere le mani in tasca ai lavoratori. È un segno evidente che esiste uno scollamento tra le Istituzioni e il mondo del lavoro.
La Cisl Fp continuerà a monitorare la corretta applicazione della normativa ed il pieno recupero delle somme trattenute nel mese di novembre.
I nostri dirigenti sindacali saranno a disposizione per un’attenta verifica delle buste paga di tutti i lavoratori interessati.


