Le ex scuole elementari di Concadirame hanno ospitato venerdì 19 dicembre la presentazione del progetto di riavvio dell’inceneritore di rifiuti ex Dondi sulla SR 88 (ex strada statale 499) da Rovigo a Badia Polesine.
Il progetto, sottoposto a Valutazione di Impatto Ambientale dopo le partecipate manifestazioni pubbliche di oltre un anno fa, è stato presentato dalla ditta ECOPOL SrL di Rovigo, presente con il socio Diego Focarini, con il supporto della società di consulenza TERRA SrL (Territorio, Ecologia, Recupero, Risorse, Ambiente) di S. Donà di Piave, presente con ben tre tecnici.
Fin da subito il titolo stesso dell’intervento, indicato come Revamping dell’ex inceneritore, ora autorizzato solo come deposito per stoccaggio di materiali inquinati, è stato messo in discussione.
Da Treccani rileviamo infatti che Revamping (parola inglese) significa ricondizionare, rimettere a nuovo. Ma, come è stato facilmente dimostrato, lo stoccaggio attuale (sembra nemmeno operativo, del resto) viene ridotto ad una parte residuale, mentre lo scopo del nuovo impianto sarà il desorbimento (riscaldamento di terre inquinate per favorire la trasformazione in vapore di almeno parte degli inquinanti) e la successiva bruciatura dei gas in una maxi caldaia.
Entrerebbero quindi nell’impianto, in una prima fase che vedrebbe un solo turno giornaliero, 10 bilici di terra inquinata al giorno (100 tonnellate), e ne uscirebbero altrettanti carichi di terra “migliorata”. 20 TIR al giorno che dovrebbero riversarsi su una strada trafficatissima senza di fatto garantire la sicurezza degli attraversamenti.
Ma resta possibile un futuro ampliamento dell’orario di lavoro, anche su tre turni giornalieri, che potrebbero portare a 300 le tonnellate giornaliere di terra inquinata da lavorare e poi restituire per il riutilizzo per argini, sottofondazioni e altro (un pò come avvenuto per i lavori di costruzione della pedemontana veneta, ora oggetto di indagine della magistratura).
La folta presenza di cittadini ed associazioni ha fatto da contorno alla presentazione, mettendo spesso in grave difficoltà i tecnici con domande continue che hanno messo a nudo svariate problematiche ambientali, urbanistiche, viabilistiche e paesaggistiche, oltre al fatto che un impianto del genere potrebbe mettere a rischio la produzione agricola di qualità che contraddistingue le produzioni, soprattutto orticole, del territorio limitrofo, molto spesso classificate come biologiche.
Dopo due ore di discussione accesa la riunione è stata chiusa senza arrivare a l termine, ma molti presenti hanno chiesto all’assessore all’Ambiente del Comune di Rovigo Andrea Denti, presente e sommerso di critiche, di organizzare una nuova presentazione, in condizioni ed orari più consoni.
Uno dei punti finali di discussione è stato quello relativo alla tempistica per eventuali osservazioni da inviare alla Provincia, Ente incaricato di gestire la VIA: mentre nel suo sito si indica il 24 dicembre come data ultima, i tecnici hanno confermato che il calcolo dei 30 giorni di pubblicità deve partire dal 19 dicembre: anche questo sarà probabilmente materia di scontro nelle prossime giornate.



