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“Con le fusioni, pubblica amministrazione più efficiente e sostenibile”

«Emerge nuovamente la sempre più urgente problematica delle difficoltà, economiche e di personale a disposizione, dei piccoli Comuni. Senza dubbio, su tale aspetto incidono negativamente anche i frequenti e gravi tagli dei trasferimenti dello Stato agli Enti locali, ma il nostro Territorio dovrebbe ragionare rapidamente su come tentare di trovare soluzioni che siano praticabili localmente. In una Provincia come la nostra, che si sta sempre più spopolando, con oltre il 28% della popolazione over 65 e con ben 31 dei 50 Comuni polesani sotto i tremila abitanti, tale questione è da tempo un’emergenza.

Per questo, come Cgil Cisl e Uil proponiamo da anni che si proceda nella progressiva fusione tra Comuni per creare realtà di almeno diecimila abitanti. Lo abbiamo condiviso e scritto anche nel recente documento elaborato insieme alle locali Associazioni Datoriali di Categoria. Per stimolare concretamente politica ed Istituzioni locali, inoltre, proponiamo da tempo – insieme ai nostri Sindacati dei pensionati – le fusioni tra piccoli Comuni in ogni incontro di “negoziazione sociale” con le Amministrazioni comunali e circa due anni fa abbiamo organizzato anche un partecipato convegno con i Sindaci dei Comuni del Delta del Po (ma tutta la Provincia è nella stessa condizione), con la testimonianza diretta di Sindaci di altre Province che hanno scelto la fusione e ne hanno illustrato i vantaggi economici, organizzativi e nel campo delle risorse umane. Al momento però tutto è rimasto immutato. Siamo consapevoli che, dove si è tentato, i cittadini, con il voto referendario, si sono espressi contro la fusione, ma questo non deve paralizzarci e deve anzi essere di stimolo perché tutti i soggetti coinvolti si impegnino per sensibilizzare le comunità interessate a superare anacronistici campanilismi.

Bisogna però esserne davvero convinti, a partire dalle istituzioni locali coinvolte e dalla politica. Se oggi la situazione è questa,  che ne sarà altrimenti del nostro Territorio tra 5 o 10 anni? Crediamo che, in parallelo, vada anche discussa, nelle sedi competenti, la possibilità di rendere non più obbligatorio lo stesso referendum. Non da oggi, come Organizzazioni Sindacali Confederali ci siamo resi disponibili ad informare capillarmente le tante persone che incrociamo nei nostri uffici presenti in molti Comuni di tutto il Polesine. Bisogna anche su questa emergenza agire insieme, passando ai fatti e bisogna farlo presto, anche con un po’ di coraggio,  per il bene delle nostre Comunità».

Pieralberto Colombo

Segretario Generale CGIL Rovigo

Samuel Scavazzin

Segretario Generale CISL Padova Rovigo

Gino Gregnanin

Coordinatore provinciale UIL Rovigo

 

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