Approfondimenti Notizie

Trivelle in Alto Adriatico: una minaccia per il Polesine e il Delta del Po

Le concessioni autorizzate dal Governo nazionale nell’ambito della strategia energetica che, a fine 2025, hanno portato al rilascio di circa 34 nuove licenze esplorative ed estrattive, preoccupano anche Legambiente che interviene sul tema in vista della manifestazione contro le trivelle convocata per sabato 21 febbraio ad Adria (Ro).

“Si tratta di una scelta miopecommentano i Circoli di Legambiente di Adria, Rovigo e Rosolina-Loreo –  il contributo del gas nazionale sarà marginale rispetto al fabbisogno energetico, mentre i rischi per un territorio fragile come il Polesine sono concreti e duraturi, oltre che già noti visto che ancora oggi paghiamo le conseguenze della grave subsidenza creatasi con le estrazioni incontrollate di gas del secolo scorso.”.

Il Polesine infatti conosce già gli effetti delle estrazioni di gas: negli anni ’50 e ’60 le attività estrattive contribuirono alla subsidenza che rese necessario interrompere le perforazioni nel 1965. Le conseguenze di quella stagione sono ancora visibili e continuano a pesare sulla gestione idraulica del territorio. Ignorare questa memoria storica significa esporre nuovamente la comunità a rischi certi per benefici incerti.

L’incremento della produzione nazionale di metano prospettato dal Governo rappresenta inoltre una quota limitata del fabbisogno energetico nazionale e non comporterà benefici significativi per cittadini e imprese in termini di riduzione delle bollette. Al contrario, i principali beneficiari saranno le compagnie energetiche interessate allo sfruttamento dei giacimenti offshore.

Legambiente denuncia il paradosso della transizione energetica: mentre le trivelle avanzano, l’eolico offshore, l’agrivoltaico  e le comunità energetiche rinnovabili restano bloccati da ostacoli ideologici, normativi e burocratici. Una contraddizione evidente rispetto agli impegni climatici assunti dall’Italia e alla necessità di decarbonizzare il sistema energetico. La riapertura delle concessioni estrattive, nonostante ricorsi e precedenti sentenze favorevoli ai territori, consente oggi perforazioni fino a 9 miglia dalla costa. Una scelta che ha riacceso proteste locali in tutto il Polesine e che evidenzia purtroppo anche una contraddizione politica: gli stessi partiti che sostengono la strategia nazionale governano molti enti locali che si dichiarano contrari alle trivellazioni.

Tornando alle attività estrattive nell’Alto Adriatico, Legambiente sottolinea quanto esse comportino rischi concreti e documentati come la subsidenza e la mancata sicurezza idraulica, dato che possono contribuire all’abbassamento del suolo in un territorio già in gran parte sotto il livello del mare, aumentando la vulnerabilità idraulica della provincia, accentuando l’intrusione salina e relativi danni per le colture locali e la vallicoltura, pilastri dell’economia polesana. Da non trascurare anche l’impatto su pesca e biodiversità visto il valore internazionale dell’ecosistema del Delta del Po che con le attività di perforazione vedrebbe aumentare inquinamento acustico, chimico e rischio di incidenti, con potenziali danni irreversibili agli habitat marini. Tutti rischi che espongono il polesine a ripercussioni turistiche: il patrimonio naturalistico del Delta rappresenta una risorsa turistica ed economica crescente, decisamente incompatibile con nuove piattaforme estrattive.

I Circoli polesani di Legambiente ribadiscono che la sicurezza energetica non può essere perseguita sacrificando territori fragili e che il gas non rappresenta una soluzione sostenibile né duratura. Secondo l’associazione ambientalista è urgente investire in rinnovabili, efficienza energetica, tutela del territorio e sviluppo di un turismo sostenibile. Il Polesine non è un giacimento da sfruttare, ma un patrimonio ambientale e umano da proteggere. Per questi motivi Legambiente ribadisce il nostro NO alle trivellazioni in Alto Adriatico e conferma il proprio impegno al fianco delle comunità locali e degli amministratori del Delta per la difesa del territorio e per un futuro energetico pulito e giusto.

Circoli Legambiente di:

Adria – Delta del Po

“Alex Langer” Rovigo

Rosolina – Loreo

Condividi