Arriva al Teatro Sociale di Rovigo in doppia recita il 7 e l’8 marzo 2026 alle ore 20.30 un altro grande classico della letteratura italiana: Il berretto a sonagli di Luigi Pirandello, che vedrà come protagonista Silvio Orlando.
Il grande attore si è espresso così in merito a questa sua nuova avventura teatrale: “La Verità, questo il titolo della novella da cui Pirandello ha tratto ispirazione per Il berretto a sonagli. Questo il tema che più mi affascina del testo pirandelliano, almeno in questo momento in cui scrivo in cui inizio a confrontarmi con il lavoro che mi occuperà nei prossimi mesi, forse anni. Più precisamente quanta verità può sopportare un essere umano prima di esserne schiacciato. É la prima volta che apro davvero la porta spaventosa dell’universo pirandelliano, la mia generazione forse non l’ha amato abbastanza, per mille motivi, non ultimo la paura di trovarsi chiusi in tinelli dove l’aria entra a fatica.
Cerco personalmente di prendermi questa responsabilità con l’aiuto di Andrea e di una compagnia fantastica di teatranti veri. É il primo passo, ci risentiamo presto quando avrò capito aspetti e sorprese, con tutta la disponibilità e umiltà che servirà”.
E il regista Andrea Baracco: “Pirandello non è autore per tempi di pace, ma di guerra. È il tempo di guerra a creare le condizioni effettuali per comprendere l’autore siciliano; il dissolversi del principio di identità, la tragica disintegrazione dell’io, il gioco di specchi intorno alle molteplici individualità dell’essere umano. In tempi di guerra se la realtà chiama, Pirandello sa cosa rispondere; intravede la feroce e grottesca maschera di un mondo convulso e impazzito. I tempi di pace sono i tempi degli ismi, della ricerca affannosa di una filosofia e allora sotto con “essere è apparire” o “conflitto tra vita e forma” con il pirandellismo insomma; quell’insopportabile pozzo del pensiero che sembra mettere in pausa il teatro, la concretezza degli accadimenti per passare altrove, in un generico luogo, astratto. Inchiodare in una formula un autore è sempre molto pericoloso, con Pirandello è quasi mortale. Sentire il bisogno di chiarire più che di capire ha chiuso l’autore dentro una formula lucida e perentoria, non permettendo ai suoi personaggi di far esplodere quello che hanno di più potente, le passioni. Solo liberandolo dalle preoccupazioni filosofiche, Pirandello mostra il suo volto autentico. Si vede solo allora come i grandi protagonisti della drammaturgia pirandelliana siano uomini costretti a frugarsi dentro e non lucidi pensatori al dettaglio. Proprio per questo, credo necessario lasciarsi guidare dalle parole di Leonardo Sciascia: “Bisogna liberare Pirandello da tutte le incrostazioni filosofiche e pseudofilosofiche, da tutte le etichette concettuali, in una parola del pirandellismo. Restituire all’opera pirandelliana quella verità e libertà, quella effervescenza fantastica, che oggettivamente possiede”. La programmazione della Stagione di Prosa del Sociale di Rovigo è in collaborazione con Arteven che ha visto come positiva la volontà del teatro cittadino di iniziare a proporre anche alcuni appuntamenti in doppio turno per dare una risposta alle tante richieste da parte del pubblico.
Una produzione Cardellino srl in coproduzione con Teatro Stabile dell’Umbria, Teatro Stabile di Bolzano
Info e biglietti al botteghino del Teatro Sociale e su Vivaticket
BOTTEGHINO
Telefono 0425 25614



