In riferimento al dibattito sviluppatosi a seguito della delibera del Consiglio Comunale di Villadose del 5 febbraio 2026, con la quale si è espressa la contrarietà dell’Amministrazione comunale alla realizzazione di nuove discariche sul territorio comunale, riteniamo opportuno contribuire alle riflessioni seguite, in particolar modo in merito alle competenze istituzionali che regolano la gestione dei rifiuti urbani.
Infatti, benché la posizione espressa dal Consiglio Comunale di Villadose si inserisca in maniera legittima nella più ampia riflessione sul futuro della gestione rifiuti nel singolo Comune e nel territorio polesano, si ritiene che sia altrettanto utile richiamare il quadro normativo vigente, che attribuisce ruoli e responsabilità ben definiti a diversi livelli istituzionali.
È difatti la normativa nazionale ad assegnare alle Regioni la responsabilità della pianificazione dei fabbisogni impiantistici in materia di smaltimento, e degli scenari dei flussi di rifiuti indifferenziati finalizzati all’autosufficienza impiantistica e alla sostenibilità ambientale.
Pertanto, la pianificazione e individuazione degli impianti di smaltimento e recupero, comprese le discariche, sono di competenza della Regione del Veneto la quale, attraverso il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti, individua politiche, strategie e criteri per una corretta infrastrutturazione del sistema impiantistico dello smaltimento del Secco Residuo. In tal senso il Piano Regionale vigente si è già espresso in maniera forte e decisa nel 2022, stabilendo di non procedere all’autorizzazione di nessuna nuova discarica per rifiuti urbani su tutto il territorio regionale.
Parallelamente, la programmazione, l’organizzazione e il controllo del servizio integrato dei rifiuti urbani a livello provinciale spettano al Consiglio di Bacino Rovigo, istituito ai sensi della Legge Regionale del Veneto n. 52/2012. Il Consiglio di Bacino, organizzato con un organo esecutivo composto da 8 amministratori -il Comitato- e un organo assembleare di indirizzo politico dove siedono invece tutti i 50 sindaci della Provincia (o loro delegati), esercita tali funzioni in attuazione del Testo Unico Ambientale, garantendo l’organizzazione e la gestione operativa del servizio sul territorio per tutte le fasi della filiera dei rifiuti urbani.
È pertanto nella sede del Consiglio di Bacino che devono confluire le istanze, le riflessioni e soprattutto le scelte inerenti alle strategie che il territorio vuole esprimere sul proprio futuro in materia di gestione dei rifiuti urbani. Per questo motivo, mi impegno a prevedere, nella prima Assemblea utile dell’ente, un punto non deliberativo all’Ordine del Giorno per illustrare come è stata disciplinata la regolazione dei flussi dei rifiuti indifferenziati da parte della Regione Veneto e, anche alla luce di tale illustrazione, avere un momento di confronto aperto tra gli amministratori locali.
Nello specifico del tema di eventuali nuove discariche e alla luce del quadro istituzionale sopra delineato, si comprende che, seppur nel pieno rispetto delle autonomie comunali e delle diverse sensibilità e iniziative politiche, la definizione della destinazione finale dei rifiuti urbani e l’eventuale pianificazione di nuovi impianti devono quindi avvenire nel rispetto delle competenze normativamente attribuite alla Regione Veneto e al Consiglio di Bacino, evitando sovrapposizioni e assicurando coerenza istituzionale.
Solo attraverso una collaborazione fattiva tra Comuni, Consiglio di Bacino e Regione sarà possibile garantire un sistema di gestione dei rifiuti efficiente, sostenibile e rispettoso delle comunità locali.
Il Presidente del Consiglio di Bacino
Tiziano Menon



