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L’inflazione rallenta, ma grava sulle spese che non si possono evitare

I dati Istat segnalano una frenata dell’inflazione a gennaio a Rovigo e provincia, con un aumento dei prezzi pari a 1,1% su base annua. Ma leggendo i dati nel loro complesso, Luca Fracasso, presidente di Adiconsum Padova Rovigo, associazione dei consumatori della Cisl, invita comunque alla prudenza. «Il dato dell’inflazione all’1,1% sembra incoraggiante – spiega – ma se guardiamo voce per voce si nota che a Rovigo e nel Polesine aumentano soprattutto quelle voci di spesa che le famiglie non possono scegliere di comprimere o di evitare: prodotti alimentari, assicurazioni e servizi bancari, affitti ben oltre l’adeguamento Istat e aumenti legati alla casa e alle manutenzioni. Insomma le voci che non si possono rimandare né tagliare facilmente».
Eppure su gas ed elettricità si registrano cali su base annua. «È vero – aggiunge Fracasso – ma rispetto a dicembre l’energia torna a crescere. E, soprattutto, per molte famiglie il “sollievo” sulle bollette viene immediatamente compensato dall’aumento del carrello della spesa. Il punto è che l’inflazione media può essere stabile, ma il costo della vita reale resta comunque in salita. Le famiglie devono affrontare la somma di affitto o mutuo per la casa, spesa alimentare, assicurazione, trasporti e altro ancora. Se aumentano proprio queste voci, il potere di acquisto si erode comunque, anche con un’inflazione generale contenuta. Il rischio è che si consolidi una inflazione “selettiva” che non colpisce tutto allo stesso modo, ma grava di più sulle spese obbligate. È necessario quindi monitorare con attenzione l’andamento dei prezzi locali e rafforzare i controlli contro pratiche commerciali scorrette. Per molte famiglie del Polesine – conclude il presidente di Adiconsum – il costo della vita continua a crescere più dei redditi».
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