Ho avuto modo di leggere alcune notizie sulla stampa locale, relative alla crisi che coinvolgerebbe la Casa di Cura Privata di Porto Viro. Dopo una prima lettura, mi permetto di esprimere una mia personale considerazione: sono contento di sapere che un certo numero di dipendenti della struttura ospedaliera privata portovirese, lascia il privato e torna o arriva per la prima volta, nella sanità pubblica. . Questa è veramente una bella notizia e i sindacati, a mio modesto parere, dovrebbero essere contenti e dovrebbero cercare di convincere tutti gli operatori del settore privato, a ricollocarsi in quello pubblico.
Questo ritorno nel pubblico, che i sindacati dovrebbero incoraggiare, potrebbe consentire una ripresa delle funzioni ospedaliere del San Luca di Trecenta, che da 30 anni, è l’unico ospedale per i circa 70.000 altopolesani. Questo passaggio di operatori dal privato al pubblico, non toglierebbe servizi essenziali di ricovero e soprattutto di carattere ambulatoriale al Basso Polesine, mentre consentirebbe a moltissimi altopolesani di non dover fare, andata e ritorno, anche dai 150 ai 200 chilometri, per farsi visitare e curare. Per fare una triste battuta: in questi ultimi tempi, l’ospedale più conosciuto da tantissimi altopolesani, visto lo stato del San Luca, è proprio il lontanissimo, privato di Porto Viro.
Anche la mancanza del Pronto Soccorso è un affronto per gli altopolesani. Noi non vogliamo togliere nulla ai basso polesani, ma chiediamo di avere almeno lo stesso trattamento a loro concesso.
Questo, nel caso di un Pronto Soccorso anche a Trecenta, consentirebbe pure di diminuire la pressione che gli altopolesani sono costretti a fare, per emigrazione sanitaria, su altri Pronto Soccorso, come quello di Rovigo, Adria e Legnago. Fatto questo che rende ancor più difficile le condizioni di lavoro degli operatori di queste ultime strutture.
E’ ora di finirla con questa privatizzazione. A Trecenta in poco più di 20 anni, siamo passati da 222 fino anche ad 84 posti letto ospedalieri (e senza Pronto Soccorso!), mentre il privato di Porto Viro è cresciuto da 130 a 165!!!
Insomma, cerchiamo di potenziare la sanità pubblica, anche perché ci sono altri aspetti che devono essere presi in considerazione. Un Direttore generale dell’ex-ULSS 18, dal 2009 al 2012, ha comunicato ufficialmente alla Regione Veneto di Galan e Zaia, che facendo in proprio quello che si dava da fare al privato, si sarebbero potuti risparmiare circa 14 milioni di euro annui! Che parametrati per popolazione ULSS, al livello Regionale, avrebbero potuto essere circa 300 milioni di euro annui di risparmio! Ripeto, non l’ho detto io, che solo in ULSS 18, si sarebbero potuti risparmiare tutti quei soldi!
Che in Sanità, quella pubblica sia certamente più giusta, non l’ho detto solo io. L’hanno detto molto tempo fa, anche altri autorevoli esponenti politici, proprio bassopolesani. Su “La Piazza” del 25 marzo 2013”, in primis l’ex-Senatore PD Sandro Gino Spinello e poi l’ex-Consigliere Regionale di Forza Italia-PDL, Mauro Mainardi. Spinello espresse pubblicamente la speranza che la Casa di Cura portovirese, Madonna della Salute potesse passare da privata a pubblica. Ma non era una idea solo di sinistra, era anche una convinzione a destra. Infatti, Mauro Mainardi del PDL sempre su “La Piazza”, si esprimeva così: “Sono contento che un politico non del mio schieramento “abbia capito le ragioni della mia linea che in un primo momento quasi tutti hanno contrastato. La casa di cura di Porto Viro costa alla Regione mediamente 30 milioni di euro all’anno, cifra che con una gestione diretta potrebbe diventare addirittura inferiore, senza contare che ci sarebbe un migliore coordinamento con i servizi offerti dall’Ulss di Adria. In tema di sanità e di diritto alla salute — ha proseguito – sono fermo sostenitore della necessità di un sistema pubblico forte e prevalente.
Pertanto, tutta la nostra solidarietà ai lavoratori, per i problemi relativi al contratto e alla retribuzione. Ma, come ho sempre dichiarato e sostenuto con dati alla mano, spero che tutti i dipendenti privati diventino pubblici e che la sanità, anche l’Ospedale di Porto Viro, sia a gestione pubblica e non privata.
Trecenta – 27 maggio 2026 – Guglielmo Brusco – Partito Rifondazione Comunista – Sanità Polesine



