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CGIL: La scuola del Polesine chiede ascolto

Negli ultimi giorni il dibattito sulla riforma degli istituti tecnici ha assunto nel Polesine una rilevanza particolare.

Le prese di posizione provenienti dalle scuole e dai lavoratori dimostrano che non siamo di fronte a una semplice modifica ordinamentale, ma a una scelta che avrà conseguenze concrete sull’offerta formativa, sull’organizzazione scolastica e sul futuro degli studenti.

Come FLC CGIL Rovigo guardiamo con attenzione e rispetto alle lettere e ai documenti elaborati dai docenti e dalle RSU dei Licei Statali del Paleocapa e del Celio-Roccati di Rovigo, dell’I.I.S. Viola-Marchesini, unitamente al Consiglio d’Istituto del Liceo Paleocapa, che hanno avuto il merito di portare all’attenzione dell’opinione pubblica questioni che riguardano l’intera comunità scolastica.

Non si tratta di difendere interessi particolari o singole discipline, ma di interrogarsi sul modello di istruzione tecnica che il Paese intende costruire per le nuove generazioni.

Le preoccupazioni espresse dalle RSU trovano riscontro nelle criticità che da tempo la FLC CGIL denuncia a livello nazionale: la riduzione degli spazi destinati alle discipline di base, l’accorpamento degli insegnamenti, la contrazione di alcune aree formative e le possibili ricadute sugli organici e sulla qualità complessiva dei percorsi di studio.

La formazione tecnica non può essere ridotta a una risposta immediata alle esigenze del mercato del lavoro, ma deve continuare a garantire una solida preparazione culturale, scientifica e professionale, indispensabile per formare cittadini consapevoli e lavoratori qualificati.

In un territorio come il Polesine queste scelte assumono un peso ancora maggiore.

Da anni la scuola affronta gli effetti del calo demografico, della diminuzione degli iscritti e delle difficoltà che interessano molte aree periferiche.

In questo contesto, ogni intervento che rischi di indebolire l’offerta formativa deve essere valutato con estrema attenzione perché rischia di alimentare ulteriormente lo stesso spopolamento già in atto.

Particolarmente significativa è la mobilitazione che si sta sviluppando nelle scuole della provincia.

La lettera delle RSU del Viola-Marchesini e del Paleocapa e le decisioni assunte dal Collegio dei docenti del Viola-Marchesini, per chiedere il rinvio della succitata riforma, rappresentano un esempio concreto di partecipazione democratica e di responsabilità collettiva.

Le lavoratrici e i lavoratori della scuola hanno scelto di intervenire nel dibattito pubblico perché conoscono da vicino i bisogni degli studenti, le potenzialità dei percorsi formativi e le criticità che ogni giorno affrontano nelle aule e nei laboratori.

Condividiamo pienamente il messaggio che emerge da queste riflessioni: gli studenti e le studentesse del Polesine non sono numeri. Dietro ogni iscrizione, ogni classe, ogni indirizzo di studio ci sono persone, famiglie, aspettative, progetti di vita e diritti costituzionalmente garantiti. La scuola pubblica non può essere governata esclusivamente attraverso logiche quantitative o esigenze di razionalizzazione; al contrario è un investimento per il futuro delle nostre comunità.

Le riforme che incidono profondamente sulla struttura del sistema scolastico devono essere costruite attraverso il dialogo, la partecipazione e il coinvolgimento delle comunità educanti.

Difendere la qualità dell’istruzione tecnica significa difendere il diritto allo studio, il valore del lavoro pubblico e il futuro del nostro territorio.

Quando le RSU prendono parola, non parla una categoria. Parla la scuola reale. E la scuola reale sta chiedendo di essere ascoltata.

La FLC CGIL Rovigo continuerà a sostenere tutte le iniziative che promuovono una scuola pubblica inclusiva, partecipata e capace di offrire alle nuove generazioni strumenti culturali, professionali e civili adeguati alle sfide del presente e del futuro.

Perché la scuola del Polesine non è un costo da ridurre, ma una risorsa da valorizzare.

Piera D’Aloia – segretaria generale FLC Cgil Rovigo

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