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Bianchini: largo all’agriecologia, contro il degrado

Sembra impossibile però è un dato certo che quasi il 18% della superficie dell’Italia è ormai classificata come in stato di degrado. L’incalzare del cambiamento climatico ha accelerato questo processo portando migliaia di ettari a livello di desertificazione.

A sostenere e spiegare questa situazione sono i risultati della ricerca dell’ISPRA sul consumo del suolo. I risultati dicono che solo nel 2023 il consumo di suolo si è ampliato alla velocità di 2,4 metri quadrati al secondo, avanzando in 1 anno di altri 77 chilometri quadrati, oltre il 10% in più rispetto al 2021, in 15 anni sono andati persi circa 105 mila ettari di suolo.

Sul problema “Consumo di Suolo”, purtroppo, si parla poco perché è maggiore l’attenzione verso il cambiamento climatico che in questi ultimi mesi è diventato un problema se non un vero e proprio  pericolo quasi quotidiano; comunque  il consumo di suolo, il suo deterioramento irreversibile è diventato ormai una spina nel fianco degli agricoltori.

Se il degrado climatico è un problema che si manifesta attraverso fenomeni come l’erosione, la salinizzazione, la compattazione e l’impermeabilizzazione del suolo; allora il decadimento del suolo assume un valore ancora più importante se si considera che il 95% delle derrate alimentari a livello mondiale deriva dalla coltivazione dei terreni.

Considerato che in Italia il problema climatizzazione ha sempre più spesso periodi alternati fra siccità e piovosità è necessario un cambiamento radicale nelle pratiche agricole. Occorre secondo gli Esperti passare dal modello basato sull’uso intensivo dei terreni a quello che valorizzi l’Agroecologia, ciò per rallentare la desertificazione che proprio in questi anni è aumentata causa i ricorrenti periodi di siccità.

Partendo dal fatto, ormai certo, che l’agricoltura e le comunità rurali sono tra le prime a subire le conseguenze di una crisi climatica non affrontata negli anni passati con coraggio e determinazione, è quindi fondamentale che il Governo lavori e si rapporti con le Associazioni degli Agricoltori, con le Organizzazioni non governative e le Comunità locali per affrontare le crisi climatiche, mitigare i rischi per creare le condizioni alle generazioni future di poter continuare a coltivare la terra e produrre cibo in modo sostenibile.  

GILBERTO  BIANCHINI

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