L’associazione ambientalista alle organizzazioni sindacali padovane: “La risposta ai lavori usuranti non è abolire il porta a porta, ma innovare il servizio con tecnologie, automazione e intelligenza artificiale”
Legambiente Veneto guarda con grande attenzione alle preoccupazioni recentemente espresse dalle organizzazioni sindacali riguardo alla salute e alla sicurezza di chi opera ogni giorno nella raccolta dei rifiuti.
“Non possiamo contrapporre la tutela della salute di chi lavora all’efficacia del porta a porta. La risposta è innovare il servizio, non tornare indietro. L’obiettivo comune deve essere quello di rendere il servizio sempre più sicuro, senza rinunciare ai risultati ambientali costruiti in oltre vent’anni di politiche sulla raccolta differenziata porta a porta” dichiara Luigi Lazzaro, presidente di Legambiente Veneto che interviene così nel dibattito aperto dai sindacati padovani.
I dati elaborati annualmente da ARPAV evidenziano come i Comuni che adottano il porta a porta, soprattutto quando è accompagnato dalla tariffazione puntuale e da efficaci attività di informazione e coinvolgimento della cittadinanza, raggiungano le migliori performance qualitative nella raccolta differenziata e producano meno rifiuto secco residuo. La collaborazione attiva delle persone migliora la qualità dei materiali raccolti, aumenta il recupero di materia e contribuisce a rendere più efficiente ed economicamente sostenibile l’intero servizio.
Legambiente sottolinea che il tema della sicurezza debba essere affrontato puntando sullo sviluppo di nuove tecnologie e di nuovi strumenti capaci di ridurre il carico fisico delle attività e migliorare le condizioni di lavoro, senza mettere in discussione uno dei pilastri della gestione sostenibile dei rifiuti. Nell’epoca dell’intelligenza artificiale, la risposta ai lavori usuranti consiste nell’innovazione: mezzi con sistemi robotizzati di movimentazione, contenitori ergonomici, pianificazione intelligente, ausili per ridurre I carichi, sensori per ottimizzare gli svuotamenti, autocompattatori a cabina ribassata e accesso facilitato e organizzazione del lavoro progettata attorno alla salute delle persone.
Va inoltre ricordato che anche il sistema tradizionale dei cassonetti stradali presenta importanti fattori di rischio ergonomico e biomeccanico. La movimentazione di contenitori di grandi dimensioni, il trascinamento dei cassonetti, in particolare quelli destinati alla raccolta del vetro, le continue salite e discese dai mezzi e le operazioni ripetitive richieste dai sistemi di svuotamento comportano comunque sollecitazioni fisiche rilevanti.
Da Legambiente fanno sapere alle organizzazioni sindacali che il confronto è fondamentale e per questo le invita a partecipare ad Ecoforum Veneto – il forum regionale sulla gestione dei rifiuti urbani che si tiene annualmente in novembre – dove aziende, gestori dei rifiuti, enti di governo, comuni e associazioni ambientaliste da dieci anni si incontrano per ragionare dati alla mano su come efficientare al meglio metodi e modelli di gestione dei rifiuti.
“In questi anni ad Ecoforum Veneto – sottolinea Lazzaro – abbiamo già affrontato il tema del carico fisico delle attività e di come ridurlo concretamente attraverso l’applicazione di nuove tecnologie, formazione, organizzazione del lavoro e rinnovo del parco mezzi, con l’obiettivo di accelerare gli investimenti in innovazione senza mettere in discussione i pilastri dell’economia circolare. Cgil, Cisl e Uil vengano ad arricchire questa discussione”. E conclude: “La strada per noi è una sola: coniugare qualità ambientale, innovazione tecnologica e qualità del lavoro. La transizione ecologica non si costruisce scegliendo tra ambiente e lavoro, ma investendo nell’innovazione perché crescano insieme. Tornare indietro non sarebbe una soluzione: sarebbe un passo indietro sia per l’ambiente sia per la qualità del lavoro”.



