Al via l’installazione di oltre 35 nuovi defibrillatori semiautomatici esterni (DAE) che, nelle prossime settimane, saranno capillarmente distribuiti sul territorio cittadino. L’iniziativa nasce per colmare una concreta carenza nella copertura locale, considerando che non tutte le farmacie o le strutture sportive ne erano finora dotate. I dispositivi saranno collocati sia all’interno di immobili comunali, sia su suolo pubblico tramite apposite teche da esterno, garantendo la massima accessibilità h24.
L’arresto cardiaco improvviso costituisce una delle principali emergenze tempo-dipendenti. Le evidenze scientifiche dimostrano che un intervento precoce con rianimazione cardiopolmonare e l’utilizzo tempestivo del defibrillatore può aumentare in modo significativo le probabilità di sopravvivenza, riducendo il rischio di danni neurologici permanenti.
Grande la soddisfazione espressa dal sindaco, Valeria Cittadin. “Si tratta di una bellissima notizia per la nostra città. Installiamo un numero importante di defibrillatori in punti strategici come palestre, impianti sportivi e parchi cittadini. È un intervento concreto, lungimirante e fondamentale, che si traduce in più sicurezza, più prevenzione e maggiore tutela per tutti. In caso di emergenza, avere un defibrillatore a disposizione può davvero fare la differenza. È questa la Rovigo che vogliamo: una città che investe sulla salute e sulla qualità della vita della propria comunità, compiendo un altro passo avanti per essere più vicina ai suoi cittadini. Un ringraziamento sincero va alla Fondazione Ca.ri.pa.ro. per aver sostenuto un progetto che porta un beneficio tangibile a tutto il territorio”.
Il vicesindaco e assessore allo Sport, Andrea Bimbatti, ha spiegato la genesi del progetto: “l’obiettivo è implementare i DAE negli stabili comunali e diffonderli sul suolo pubblico in luoghi facilmente accessibili. Quando abbiamo ideato il progetto, il primo pensiero è andato alla salute dei tantissimi concittadini che praticano attività sportiva indoor e outdoor. Abbiamo però voluto ampliare la rete all’aperto perché chiunque può trovarsi, sia i nostri concittadini, così come chiunque sia presente in città per qualsiasi ragione, in una situazione di emergenza. Potenziare gli strumenti a disposizione è anche un forte segnale per stimolare la cittadinanza a formarsi sul loro utilizzo. Ringrazio sentitamente la Fondazione Ca.ri.pa.ro. che ha creduto da subito in questa visione”.
Il presidente di ASM, David Nicoli, ha evidenziato il valore strategico della rete: “con questo passo decisivo, Rovigo punta a diventare a tutti gli effetti una città cardio protetta. Non parliamo di una semplice dotazione tecnologica, ma di una vera rete diffusa capace di intervenire nei primissimi minuti dall’arresto cardiaco, quando ogni secondo è cruciale. Come Farmacie Comunali e a nome del C.d.A. di ASM, abbiamo scelto di essere parte attiva mettendo a disposizione la nostra capillarità. Le farmacie sono punti di riferimento naturali per orari e posizionamento, ideali per ospitare i dispositivi. Ora serve che sempre più persone sappiano riconoscere un’emergenza e intervengano in attesa dei soccorsi. Ringraziamo il Comune, il 118 e il volontariato per la sinergia: ASM continuerà a camminare a fianco dei cittadini”.
Il Consigliere Comunale Valentina Beltrame, intervenuta nella doppia veste di medico di Pronto Soccorso, ha sottolineato l’aspetto tecnico e formativo: “il fattore determinante per la sopravvivenza è il tempo. In un piano di prevenzione è fondamentale rendere disponibile un defibrillatore funzionante nei punti più frequentati. I DAE sono strumenti sicuri, progettati per essere usati anche da personale non sanitario: grazie ai comandi vocali e ai sistemi di sicurezza integrati, guidano il soccorritore passo dopo passo nei minuti che precedono l’arrivo del 118”.
Accanto al posizionamento dei dispositivi, verrà avviata un’importante campagna di formazione e sensibilizzazione rivolta alla cittadinanza. L’obiettivo è fare in modo che questi strumenti non siano percepiti come semplici “apparecchiature mediche in vetrina”, ma come una reale opportunità collettiva per salvare una vita e trasformare un evento potenzialmente fatale in una storia di sopravvivenza.



