È una vicenda amara perché l’amministrazione comunale aveva scelto di penalizzare i propri cittadini, dando la possibilità di spostare la farmacia di Baricetta per farla diventare la quinta farmacia del centro di Adria.
Non lo diciamo solo noi di Impegno per il Bene Comune, ma lo scrive l’Ordine dei Farmacisti nella lettera inviata a tutti i rappresentanti istituzionali locali.
Il sindaco, la giunta e, in particolare, il vicesindaco Simoni avevano sempre sostenuto che la scelta era stata ponderata, che era basata su studi approfonditi, che il confine verso Adria era stato spostato solo di pochi metri, che la popolazione ne avrebbe beneficiato, che non c’erano mai state richieste esplicite da privati interessati alla modifica.
L’analisi attenta dei documenti smentisce tutto ciò e il fatto che il vicesindaco, dopo che aveva difeso a spada tratta il provvedimento, risponda piccato all’Ordine dei Farmacisti e non voti a favore del ritiro della delibera, non fa che alimentare i sospetti che da più parti sono stati sollevati sulla trasparenza dell’operazione.
Avevamo anche contestato che quella delibera presentava pesanti vizi di forma, ma per il segretario comunale tutto era ok, salvo adesso scoprire che tutti i provvedimenti di quella seduta di giunta devono essere annullati.
È lecito allora chiedersi se i dipendenti comunali, dal segretario generale in giù, siano veramente liberi nell’espletare le loro funzioni.
Impegno per il Bene Comune ritiene che questa vicenda abbia minato seriamente la credibilità dell’amministrazione del Comune di Adria agli occhi dei cittadini, esponendo oltretutto l’istituzione comunale a una pessima figura anche a livello provinciale.
Allo stesso tempo, però, riteniamo che la responsabilità di ciò che è accaduto sia commisurata al ruolo assunto dalle persone. Grave, quindi, che chi poteva fermare per tempo quel provvedimento non l’abbia fatto subito, ma gravissimo e, a nostro parere, imperdonabile il comportamento di chi quel provvedimento ha stimolato, promosso e che continua a difenderlo a oltranza.
Per questo sarebbe incomprensibile se il sindaco, dopo aver allontanato per motivi ancora ignoti le assessore Ravagnan e Paccagnella, lasciasse ora al suo posto il vicesindaco. Se tutto rimanesse come prima significherebbe che l’intera maggioranza è allineata con le azioni di Simoni e ne condivide la responsabilità.
Per IBC, invece, il nome del vicesindaco Simoni è oggi abbinabile a una sola parola: dimissioni!



