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Le cifre spaventose delle emissioni FIR

Come Comitato NO FIR crediamo con forza nell’importanza di rendere accessibili al cittadino le informazioni inerenti il procedimento di valutazione del progetto FIR.

Dopo la vaghezza dimostrata dai rappresentanti dell’azienda in data 1 settembre, i quali, seduti davanti ad una platea di cittadini per spiegare il progetto non avevano consapevolezza di alcuni passaggi dello stesso, sentiamo forte la responsabilità di farci interpreti di quella parte della cittadinanza che vuole chiarezza e tutela della salute.

Non è dalle nostre convinzioni che i cittadini devono farsi la propria opinione, ma da dati concreti resi accessibili e leggibili a tutti, cosa difficile esaminando direttamente la documentazione presentata da FIR.

Abbiamo così contattato alcuni esperti che ci stanno dando una mano, tra questi la Dott.ssa Patrizia Corrà di Isde Padova.

Lei ha tradotto anche per noi i numeri che FIR ha inserito nel progetto e vogliamo condividere quanto appreso e le Sue osservazioni.

La produzione prevede un quantitativo di lana di roccia prodotta di 5 tonnellate all’ora in uscita, una quantità importante.

Secondo quanto dichiarato dall’azienda, vengono emesse in atmosfera polveri (PM10, PM2,5), pari a un totale di circa 32,947 t/anno, una quantità spaventosa, sostiene la Dottoressa, (si pensi che l’inceneritore di Padova è stato autorizzato dalla Regione ad emettere un massimo di circa 5 t/anno di polveri ma ne emette, concretamente, 2t/anno).

Sono, inoltre, polveri che possono essere almeno in parte irritanti e sensibilizzanti (con danni a occhi, prime vie respiratorie, bronchi e polmoni, pelle).

A Rovigo – come a Padova, ci fa sapere la Dott.ssa – si respira già un’aria pesante per la concentrazione di polveri PM10 e PM2,5, ben superiore ai nuovi parametri UE che entreranno in vigore nel 2030, ma rispetto ai quali comuni e regioni dovranno presentare dei piani di adeguamento; oggi la media annua di polveri PM2,5 a Rovigo è di 20 microg/m3, ma dovrà essere abbassata a 10 microg/m3; quindi gli sforzi devono essere concentrati per abbassare e non aumentare l’inquinamento da polveri, come succederà con il nuovo stabilimento FIR.

Anche nel caso della Formaldeide le emissioni, pari a 1,101 kg/ora e cioè 8,587 t/anno sono molto preoccupanti, date le caratteristiche di forte irritante e cancerogeno, certo per l’uomo, di tale composto.

Per il Fenolo, classificato come Tossico sistemico – cioè tossico per ingestione, inalazione e contatto – e Corrosivo sono previste emissioni di 1,595 kg/ora, per un totale di 12,441 t/anno.

Per l’Ammoniaca – classificata come Tossica per inalazione e Corrosiva per pelle e vie respiratorie – siamo a 8,493 kg/ora, pari a 66,245 t/anno; da considerare che l’Ammoniaca, insieme ad altri inquinanti presenti nell’atmosfera (Ossidi di Azoto, Ossidi di Zolfo ed altri composti) concorre alla formazione delle Polveri Secondarie, che quindi andrebbero ad incrementare ulteriormente quelle già emesse dall’azienda.

A proposito del legante, cioè della miscela Resina-Urea-Fenolo-Formaldeide, si dichiara che verrà scelta la resina “Non pericolosa”, ma poi la relativa scheda di sicurezza viene omessa, adducendo il segreto industriale, che da molti anni non può essere invocato per informazioni inerenti la tutela della salute e dell’ambiente.

Sulle polveri di lana di roccia c’è da approfondire, perché le caratteristiche di nocività cambiano a seconda della composizione e delle dimensioni delle fibre (più sono piccole più sono pericolose).

Anche sul rumore ci sono delle cose da dire perché la previsione non si basa sulle misurazioni reali dello stabilimento esistente, ma solo sul rumore prodotto dai singoli impianti, senza un quadro di insieme.

Alla luce di questi dati, che sono dischiarati da FIR stessa, chiediamo al Sindaco, Valeria Cittadin, di avviare un’istruttoria tecnica, sulla base dell’art 216 del Testo unico delle leggi sanitarie, per stabilire la classe di insalubrità di questa azienda, riferendosi all’elenco previsto dal D.M. 5 settembre 1994, pubblicato in Gazzetta Ufficiale. (https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/1994/12/10/094A7234)

Tra la documentazione che FIR ha presentato alla Provincia c’è l’AIA, Autorizzazione Integrata Ambientale, un provvedimento amministrativo obbligatorio che serve ad autorizzare l’esercizio di impianti industriali o produttivi a forte impatto ambientale. Una volta approvato, FIR avrà la possibilità di procedere con tutte queste emissioni dichiarate.

Durante la Conferenza dei Servizi per l’approvazione dell’AIA, il Sindaco (spesso supportato dai dati dell’ARPA e dell’ASL) può presentare prescrizioni sanitarie vincolanti o esprimere motivato dissenso per motivi di salute pubblica. Se il Sindaco dimostra che quelle tonnellate di formaldeide mettono a rischio la popolazione, la Provincia non può procedere ignorando il parere.

Considerando la situazione, ci siamo sentiti si trasmettere questi stessi dati ai sindaci dei comuni limitrofi chiedendo loro di intervenire a tutela della popolazione che sono chiamati a garantire, deliberando formalmente la propria contrarietà alla proposta di insediamento dell’impianto FIR, facendosi interpreti della necessità di preservare il territorio e le comunità locali.

Abbiamo, altresì, contattato le associazioni di categoria nella qualità di Confagricoltura, Coldiretti, Confederazione italiana agricoltori, chiedendo anche a loro di esprimere il proprio diniego all’insediamento dell’impianto FIR e di depositare specifiche osservazioni nell’ambito del procedimento, chiedendo che siano attentamente verificate la completezza del progetto, la natura e la pericolosità delle sostanze impiegate e l’effettivo impatto emissivo dell’impianto.

Chiediamo a tutti gli enti, associazioni e istituzioni di darci una mano a tutelare la salute dei nostri bambini.

Roberta Pipinato
Presidente
Comitato Cittadini NO FIR

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