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CSA di Adria: confronto con la Regione sul futuro della non autosufficienza

Il Centro Servizi Anziani di Adria ha partecipato lo scorso 2 settembre, a Mestre, all’incontro promosso dalla Regione del Veneto con gli enti gestori dei Centri di servizi per anziani non autosufficienti, nell’ambito di un confronto che ha coinvolto i rappresentanti delle strutture, delle Aziende ULSS e degli Ambiti Territoriali Sociali.
Un appuntamento particolarmente significativo, dedicato alle principali questioni che interessano oggi il sistema della residenzialità per anziani: aggiornamento della DGR 465/2024, contenziosi relativi alle quote alberghiere, Osservatorio regionale delle politiche sociali e sociosanitarie, riforma delle IPAB e della legge regionale sull’autorizzazione e accreditamento delle strutture, nonché formazione degli operatori sociosanitari. «È stato un incontro importante – sottolinea Elisa Romani, Presidente del Centro Servizi Anziani di Adria – perché ha confermato la volontà della Regione di affrontare in maniera complessiva il tema della non autosufficienza, coinvolgendo tutti i soggetti che, con responsabilità diverse, concorrono alla presa in carico delle persone anziane. Per realtà
come la nostra è fondamentale che le scelte regionali tengano insieme qualità
dell’assistenza, bisogni crescenti delle famiglie e sostenibilità economica dei servizi».

Proprio il tema della sostenibilità è stato al centro anche delle ultime sedute del Consiglio di Amministrazione del CSA, che ha esaminato e approvato la presa d’atto del controllo di gestione aggiornato al 31 luglio 2026, approfondendo il quadro economico e gestionale e individuando gli indirizzi per i prossimi mesi e per la programmazione 2027.Il monitoraggio evidenzia che sulla tenuta dell’equilibrio economico dell’ente incidono sia fattori esterni sia elementi sui quali l’Ente può intervenire direttamente. Tra i fattori esogeni figurano l’andamento delle impegnative regionali e delle graduatorie di accesso, l’aumento dei costi energetici, la crescente complessità sanitaria e assistenziale degli ospiti, le assenze imprevedibili del personale, la difficoltà nel reperimento di figure professionali qualificate e gli effetti dei rinnovi contrattuali.
«Il Consiglio di Amministrazione – precisa la Presidente – ha scelto di affrontare questi dati con trasparenza e con una visione di medio periodo. Una parte importante delle variabili che incidono sui nostri conti non dipende dall’Ente. Questo, però, non significa rinunciare ad intervenire con decisione su tutto ciò che possiamo governare direttamente».

Per questo, il CdA ha ritenuto di non adottare interventi tariffari nell’ultima parte dell’anno, scegliendo invece un percorso pluriennale coerente con il Piano di risanamento e con la necessità di non compromettere qualità dell’assistenza, sicurezza e continuità dei servizi.

Lo sguardo è quindi già rivolto al 2027. In questa prospettiva si inserisce anche il confronto avviato con il Comune di Adria, con il quale il CSA sta lavorando in stretta collaborazione per rafforzare l’integrazione tra la struttura e i servizi rivolti alla comunità. L’obiettivo condiviso è quello di costruire progressivamente una rete territoriale sempre più capace di intercettare i bisogni delle persone anziane e delle loro famiglie, sviluppando servizi di prossimità e nuove forme di sostegno alla domiciliarità.

Un rafforzamento dei servizi territoriali che, tuttavia, non può e non deve tradursi in un indebolimento della risposta residenziale. Il CSA guarda infatti con attenzione anche alla futura sostenibilità del sistema dei Centri Servizi, chiamati ad assistere persone con livelli di non autosufficienza e complessità sanitaria sempre maggiori. Per molte persone anziane, soprattutto quando le condizioni personali, familiari o assistenziali non consentono più una permanenza sicura al domicilio, la residenzialità rappresenta una risposta indispensabile, che deve continuare ad essere garantita e adeguatamente sostenuta nell’ambito della
programmazione regionale. «Il futuro dei Centri Servizi – conclude la Presidente Romani – non può essere pensato esclusivamente dentro le mura delle strutture, ma neppure prescindere dal ruolo fondamentale della residenzialità.

L’invecchiamento della popolazione richiede un sistema capace di accompagnare le persone nei diversi momenti della non autosufficienza: sostenendo la permanenza a domicilio quando questa è possibile e appropriata, ma assicurando una risposta residenziale qualificata a chi, per condizioni di salute, assistenziali
o familiari, non può più essere adeguatamente assistito a casa. È una direzione sulla quale il CSA e il Comune di Adria stanno già lavorando insieme e che trova oggi ulteriore conferma nel percorso delineato dalla Regione. Auspichiamo, in questo senso, che il CSA di Adria possa essere coinvolto attivamente anche nei tavoli di lavoro provinciali annunciati dalla Regione, portando il contributo e l’esperienza di un Ente che opera quotidianamente nella rete dei servizi per le persone anziane e che sta investendo con convinzione nell’integrazione tra residenzialità e territorio.

Vogliamo essere parte attiva di questo percorso, continuando contemporaneamente il nostro impegno sul fronte del risanamento e dell’innovazione. La sostenibilità economica è una condizione indispensabile, ma deve essere perseguita senza perdere di vista la nostra finalità fondamentale: garantire alle persone anziane assistenza, dignità e qualità della vita, sia sostenendole nel proprio domicilio quando possibile, sia assicurando una risposta residenziale adeguata quando questa diventa necessaria».
Per informazioni
segreteria@csaadria.it

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