

Volano gli stracci nella ormai ex maggioranza di centrodestra e, da quanto si può supporre, siamo forse ancora lontani dall’ultima puntata nella sempre più accesa diatriba tra il sindaco Cittadin e il suo vice Bimbatti, perentoriamente rimosso dall’incarico alla fine di agosto.
Un dato è assodato: la “vicenda Fir” assume tratti sempre piu preoccupanti e pare chiamare in causa non soltanto le più che legittime osservazioni critiche e i più che legittimi timori sollevati dai cittadini di Rovigo nelle partecipate assemblee di S. Apollinare e Borsea in merito alle ricadute per la salute e per l’ambiente, ma anche (stando alle dichiarazioni rese da Bimbatti) le stesse modalità dell’approdo del progetto nella nostra città e la linearità di questo itinerario sotto l’ombrello della nuova Zona logistica semplificata.
Se adesso consideriamo le esternazioni di pezzi di società civile organici al centrodestra come “Polesine Domani” si può davvero ipotizzare di essere alla vigilia del “tutti contro tutti”, ad un vero e proprio redde rationem nella coalizione di governo.
Come consiglieri comunali, abbiamo ritenuto fin dall’inizio di questa storia che fosse necessario portare la “vicenda Fir” dentro il Consiglio comunale. Per una esigenza di chiarezza, per un dibattito aperto e democratico e, naturalmente, per far sentire la voce dei cittadini nel massimo consesso civico. Se, da un lato, non abbiamo certo bisogno della lezioncina di chi dalla maggioranza ricordava come le autorizzazioni relative all’insediamento non sarebbero passate direttamente dal Comune, dall’altro ci era da subito chiaro il vero nodo politico e amministrativo della questione: un nodo da sciogliere dentro il consiglio comunale di Rovigo. Cosa pensa la città di questo insediamento? Quale modello di sviluppo sceglierà di abbracciare per il suo futuro?
Infatti, il sindaco rimane – come è noto – l’autorità garante in materia di salute pubblica e, anche per questo motivo di fondo, portare il Consiglio comunale ad esprimersi (si auspica unitariamente) sul tema rappresenta un passaggio fondamentale sia per la trasparenza nei confronti dei cittadini, sia per la tutela di ambiente e salute in base ad un elementare principio di precauzione.
Questo il senso delle domande da noi poste in Consiglio comunale all’indirizzo della giunta, questo il senso della nostra mozione, depositata alla fine del mese di agosto, e questo – infine – il senso della nostra convinta adesione alla richiesta di convocazione di un Consiglio comunale ad hoc. Gli elementi che sono emersi nelle ultime ore in merito a procedure e compensazioni non fanno che rendere questo confronto pubblico sempre più urgente e sempre più necessario.
Il centrodestra rodigino abbia finalmente uno scatto d’orgoglio, voti la nostra mozione e si esprima chiaramente sull’insediamento già respinto dal comune veronese di Roncà attraverso una espressione unanime del locale consiglio, senza trincerarsi dietro la presunta neutralità di pareri tecnici.
Diego Crivellari
Palmiro Franco Tosini
Consiglieri comunali


