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Accostamento di Matteotti a Kirk, è bufera su Valeria Cittadin

L’Anpi provinciale di Rovigo stigmatizza l’esternazione a mezzo social della prima cittadina del capoluogo, Valeria Cittadin, che è intervenuta in merito alla richiesta di un minuto di silenzio in consiglio comunale a Rovigo richiesto dal capogruppo della Lega Riccardo Ruggero. Dal fatto di cronaca, l’uccisione dell’attivista americano, si è passati alla censura politica “barbaramente ucciso dalla sinistra”, “assassinato mentre esponeva civilmente e pacificamente le proprie idee”, “vergognose scene viste al Parlamento Europeo, dove il ricordo di Kirk è stato negato tra risate e polemiche della sinistra sempre pronta ad inginocchiarsi, ma solo per chi la pensa come loro”, tanto da spingere l’associazione nazionale partigiani ad intervenire in merito.

“Che un sindaco senta il bisogno di sottolineare la gravità di un omicidio politico è comprensibile. Che invece lo faccia infilandoci a forza Giacomo Matteotti e Bella Ciao, come fossero jolly buoni per qualunque polemica, è quanto meno goffo e, diciamolo, strumentale” dichiara l’Anpi.

“Matteotti è un simbolo della lotta contro il fascismo, ucciso nel 1924 da squadristi per aver denunciato brogli e violenze: evocarlo per commentare un fatto di cronaca americano del 2025, che coinvolge un personaggio politico controverso come Charlie Kirk, non è un omaggio alla memoria storica, ma un uso improprio della Storia stessa. Così come Bella Ciao, che da decenni è patrimonio del movimento partigiano e della Resistenza, diventa qui un feticcio agitato per screditare avversari interni al Consiglio Comunale.

Questo tipo di accostamenti non rafforza l’appello contro la violenza politica – un principio che dovrebbe essere ovvio e condiviso – ma lo annacqua e lo riduce a slogan. È come se, per rendere più “forte” la propria indignazione, il sindaco non si fidasse della semplice condanna dell’assassinio e dovesse ricorrere a simboli identitari italiani che nulla hanno a che vedere con il contesto. Il risultato? Si ottiene l’effetto opposto: si trasforma un momento di lutto e riflessione in una passerella politica, lasciando spazio a chi sospetta che il vero obiettivo non fosse l’unità nel ripudio della violenza, ma la marcatura di posizioni e appartenenze.

Condannare l’omicidio di Kirk non implica condividere le sue idee o ignorare le sue stesse responsabilità nel clima di odio che alimentava. Pretendere unanimità totale senza distinguere contesti, figure e storie è un esercizio di conformismo, non di civiltà democratica.

Invece di manipolare Matteotti e Bella Ciao, sarebbe bastato un messaggio asciutto e serio: “La violenza politica è inaccettabile, sempre”. Senza sermoni, senza paragoni improbabili, senza sventolare simboli storici come clave polemiche. Così si onora davvero la memoria delle vittime, tutte le vittime, e si preserva il rispetto per la storia e per il dibattito pubblico” conclude l’Anpi provinciale di Rovigo.

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