Si è conclusa con un’ampia partecipazione la campagna del Comitato per il NO al referendum costituzionale sulla magistratura, un percorso che ha coinvolto cittadine e cittadini del territorio in un lavoro collettivo fatto di confronto, informazione e presenza attiva.
“Prima di tutto grazie. Grazie a tutte le donne e a tutti gli uomini che hanno dato tempo, energie e idee al Comitato: chi ha organizzato, chi ha parlato, chi ha ascoltato, chi ha semplicemente scelto di esserci. Senza questo lavoro condiviso, nulla di tutto questo sarebbe stato possibile” ha dichiarato Andrea Micheletti, portavoce del Comitato per il NO Adria Delta.
Nel corso della campagna il Comitato ha promosso incontri pubblici, momenti di approfondimento e iniziative diffuse sul territorio, con l’obiettivo di offrire strumenti di comprensione chiari e accessibili su una riforma che incide direttamente sull’equilibrio costituzionale e sul funzionamento della giustizia.
Il risultato del voto viene letto come l’espressione di una scelta consapevole da parte di una parte significativa dell’elettorato. Un “NO” che non rappresenta una chiusura, ma una presa di posizione nel merito: difesa della Costituzione, tutela dell’equilibrio tra i poteri dello Stato, riaffermazione del principio che le regole democratiche non possono essere piegate a interessi di parte.
“Un ‘NO’ che assume quindi un significato più ampio: un SÌ alla democrazia, alla partecipazione e alla responsabilità civica” ha aggiunto Andrea Micheletti.
La campagna referendaria ha rappresentato anche un’esperienza significativa di partecipazione attiva, fatta di incontri nei bar, nei circoli, nelle piazze, di dialoghi diretti con le persone e di tempo messo a disposizione della comunità. Un percorso che ha restituito centralità al ruolo dei cittadini e al valore del confronto pubblico.
“Abbiamo toccato con mano cosa significa partecipazione: non una parola astratta, ma qualcosa che si costruisce nei gesti quotidiani, nella disponibilità all’ascolto e nel confronto” ha concluso Andrea Micheletti.
Nel corso dell’ultimo incontro è intervenuto anche Giuseppe Franchi della CGIL di Adria, tra i principali promotori e riferimento organizzativo del Comitato, che ha invitato i partecipanti a lasciare un segno simbolico sul cartellone del NO. Un gesto semplice ma significativo, pensato come memoria di un impegno condiviso con la cittadinanza: un patto che non si esaurisce con il referendum, ma che prosegue nelle azioni quotidiane di ciascuno per la difesa della Costituzione e della democrazia.
Il Comitato sottolinea come, al di là dell’esito elettorale, resti il valore di un percorso condiviso che ha contribuito a riattivare attenzione e consapevolezza su temi fondamentali per la vita democratica del Paese.
Restare insieme, continuare a confrontarsi e costruire un impegno comune e condiviso: è da qui che può proseguire il lavoro iniziato in questi mesi, nel segno della partecipazione e della responsabilità civica.


