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Bersani chiude la campagna elettorale a Rovigo

«Sta attento a dove metti la croce perché poi dopo ti tocca a te portarla, la croce», diceva l’altro giorno a proposito del fatto che molti danno per scontato la vittoria del centrodestra alle elezioni di domenica, e Giorgia Meloni presidente del Consiglio.

Pier Luigi Bersani venerdì 23 settembre chiude la campagna elettorale di PD – Democratici e progressisti a Rovigo. Il parlamentare emiliano sarà in piazza Vittorio Emanuele II, davanti alla Gran Guardia, alle 20.45, poi saluterà i compagni di partito e del centrosinistra in un’osteria di Rovigo.

Il saluto sarà particolarmente significativo perché Bersani ha scelto di non ricandidarsi, dopo ventun anni da deputato («A settant’anni consiglio a tutti di avere disponibilità, non aspirazioni. Non abbandono la politica, darò una mano in altre forme»).

In questo momento di svolta della propria vita politica, Bersani ha comunque speso questi due mesi portando il suo contributo, come esponente di spicco di Articolo Uno,  nella campagna elettorale del centrosinistra. Chi glielo ha fatto fare, gli è stato chiesto. «Queste elezioni sono un passaggio cruciale. Per cui lo faccio perché, come diceva Nenni (Pietro Nenni, storico leader del Partito socialista nel dopoguerra; ndr) “Si fa quel che si deve, e succeda quel che può». Eppure, di fronte a «una destra che è in vantaggio non c’è secondo me un’ondata di destra nel Paese perché se ai cittadini gli parli di diritti civili, diritti sociali, di fisco, di welfare, le proposte della destra non incrociano secondo me il sentimento profondo del Paese».

Il suo impegno sicuramente proseguirà per una sinistra moderna e capace di rispondere ai bisogni del Paese. Diceva una settimana fa alla Festa dell’Unità di Bologna: «Certamente ci sono fuori da noi forze politiche che hanno sensibilità sull’ambiente, sulla povertà, sulla sobrietà della politica e che sono complementari a una sinistra di governo. Bisogna lavorarci e fare una piattaforma comune. Vedo pessimismo sul futuro della sinistra, ma non è la prima volta che è finita nei guai, ne abbiam passate ben di peggiori. La sinistra è sempre risbucata. Ho sempre detto che la sinistra è un fiore di campo: sbuca un po’ quando vuole. Però diamo una mano, per favore».

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