Dopo il tragico incidente avvenuto domenica pomeriggio a Sant’Apollinare, costato la vita a un operaio di 47 anni, arriva la dura presa di posizione della Cgil di Rovigo, che parla di una situazione “ormai inaccettabile” in una provincia che, ricordano i sindacati, continua a essere la peggiore del Veneto per incidenza di infortuni mortali rispetto alla forza lavoro.
“In attesa degli accertamenti delle autorità – scrivono Pieralberto Colombo, segretario generale Cgil Rovigo, e Federica Franceschi della Filctem – esprimiamo vicinanza e cordoglio alla famiglia del lavoratore deceduto. Ma non basta più indignarsi: quanto fatto finora non è sufficiente, a partire da chi deve legiferare”.
Il sindacato ribadisce le proprie richieste, già esposte nel presidio unitario del 12 novembre davanti alla Prefettura:
- piano straordinario di assunzioni negli enti di vigilanza, oggi sotto organico,
- norme più restrittive su esternalizzazioni e subappalti, ambiti dove “la sicurezza diventa un costo da abbattere”,
- formazione reale, non ridotta a formalità o documenti da firmare,
- maggiore ruolo e riconoscimento degli RLS,
- e il ritorno dell’ipotesi di introdurre il reato di omicidio sul lavoro, insieme a una Procura nazionale dedicata.
Secondo la Cgil, l’incidente di domenica conferma che la filiera degli appalti è spesso il punto più fragile: “I dati ci dicono che gli infortuni più gravi avvengono proprio nelle attività esternalizzate”.
Il sindacato guarda ora al prossimo passaggio istituzionale: il 27 novembre, quando il Prefetto ha convocato il Tavolo di coordinamento per la legalità, la sicurezza e la prevenzione degli incidenti nei luoghi di lavoro. Un momento ritenuto “ancora più importante alla luce della tragedia odierna”, per provare a concordare nuove misure territoriali utili a evitare altre morti.



