La vicenda Iras si trascina da troppo tempo ai tavoli di confronto istituzionali: dalla Regione alla Prefettura, passando per Comune e Ulss 5, senza ottenere quella svolta necessaria e doverosa, utile a garantire servizi e continuità lavorativa. La Rsa Iras di Rovigo, casa di riposo commissariata dal 2016, ha visto l’avvicendamento di varie gestioni regionali, oltre che di altrettanti sindaci e commissari prefettizi.
Stando ai dati dello scorso mese, in Iras trovano occupazione circa 180 fra lavoratrici e lavoratori, di cui oltre 60 con un contratto a termine. Nello specifico si tratta di Operatori socio sanitari, in gran parte donne, il cui contratto di lavoro scadrà il 30 ottobre prossimo.
“Si tratta di un chiaro segnale di uno scenario per nulla definito – afferma Franco Maisto della Cisl Fp Padova Rovigo – Come sindacato chiediamo con vigore un cambio di marcia, dopo anni di commissariamento, mille incertezze ed una struttura organizzativa che vede un terzo del personale precarizzato”.
Di fronte ad una situazione di tale portata, ci si chiede come potranno essere garantiti i servizi da qui ai prossimi mesi, tanto che delle 60 oss alcune sono idonee per l’assunzione nelle graduatorie concorsuali Ulss. Sulla scorta di questo, la Cisl Fp chiede quindi un incontro in Municipio con la Sindaca Valeria Cittadin.
“Siamo convinti che il Comune rappresenti il volano, in questo momento di stasi, per dare nuovo slancio all’istituto, richiamando in gioco tutti gli attori della partita, ritenendo fondamentale il mantenimento della qualità assistenziale fin d’ora erogata e rappresentando il timore legato alle difficoltà di reclutamento registrate in tutte le Ipab del Veneto rispetto al personale sanitario”, afferma Andrea Ricci, segretario generale Cisl Fp Padova Rovigo.
La Cisl ritiene fondamentale un impegno preciso su tre punti per garantire una Rsa forte e di riferimento per il territorio, in termini di qualità dell’assistenza e dell’ampliamento dei servizi offerti:
- risanamento dei bilanci;
- una visione aperta sul tema delle risorse umane, debellando il precariato;
- una reale presa di posizione da parte della Regione per nuovi servizi.
“Crediamo fortemente – concludono i Ricci e Maisto – che il Comune di Rovigo, inserito in un territorio peculiare come quello Rodigino rispetto alle dinamiche demografiche, in cui il tema dell’assistenza continuativa si acuisce, non possa venir meno a quella sensibilità e attenzione alla persona dimostrate in questa gestione amministrativa nel travagliato percorso Iras”.



