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Cisl Scuola Padova Rovigo “Più valore alla scuola, più forza al contratto”

Si è svolta all’hotel Petrarca di Montegrotto Terme la Giornata Nazionale Rsu e Delegati promossa dalla Cisl Scuola Padova Rovigo, dedicata al valore della rappresentanza sindacale nei luoghi di lavoro. L’appuntamento, giunto quest’anno all’undicesima edizione, si svolge in tutta Italia nella prima decade di ottobre come momento di incontro, di aggiornamento e formazione per chi svolge un ruolo delicato come quello di rappresentare colleghe e colleghi nelle relazioni sindacali. L’incontro è stato aperto dai saluti del sindaco di Montegrotto Riccardo Mortandello e del consigliere delegato e vicepresidente vicario della Provincia di Padova Stefano Agujari Stoppa. L’assessore regionale Valeria Mantovan ha inviato un videomessaggio.
Ad introdurre il tema, il segretario generale della Cisl Padova Rovigo Samuel Scavazzin: «La giornata delle Rsu è un momento importante per definire e valorizzare il ruolo dei delegati nella gestione del cambiamento che sta affrontando il mondo della scuola e tutto il mondo del lavoro. Stiamo vivendo una fase di transizioni importanti e un sindacato riformista come la Cisl deve saper cogliere le opportunità che questo cambiamento comporta per guardare avanti e per osare oltre le difficoltà del presente. Per questo, la Cisl ha diffuso la settimana scorsa il Libro Verde con un pacchetto di proposte sulle quali aprire un confronto largo sulle grandi transizioni che stiamo affrontando. In quest’ottica, è fondamentale il ruolo formativo ed educativo della scuola, che deve essere mirato sul territorio soprattutto in una regione come la nostra, contraddistinta da un tessuto produttivo dinamico e in grande evoluzione, ma che per garantire occupazione di qualità ai giovani richiede un maggiore raccordo tra scuola e lavoro, in vista dei cambiamenti che ci aspettano. Abbiamo la fortuna di Università attrattiva nei confronti dei giovani, che purtroppo poi vanno a cercare lavoro altrove. Le nostre imprese devono quindi essere flessibili per adeguarsi e possibilmente anticipare i cambiamenti del mercato, onde evitare licenziamenti di lavoratori e crisi aziendali. In assenza di questa flessibilità e di formazione continua, si rischia di restare indietro. Qui la necessità di una Cisl Scuola protagonista».
La segretaria generale della Cisl Scuola Padova Rovigo Stefania Bellamio ha quindi illustrato il manifesto del sindacato in vista del negoziato sulla parte normativa del Contratto Collettivo Nazionale di lavoro. «Oggi abbiamo per le mani uno strumento importantissimo che indica e riassume gli obiettivi sui quali la Cisl Scuola intende sviluppare la propria azione. Obiettivi che si riassumono nello slogan: “Più valore alla scuola, più forza al contratto”». Bellamio ha quindi illustrato i dieci punti del documento, a partire dalla formazione continua, che deve sostenere competenze e crescita professionale, il riconoscimento della responsabilità legata all’assolvimento di particolari impegni, la necessità di un riallineamento dei diversi gradi scolastici, basato sul principio che a parità di titolo e competenze non possono esserci differenze retributive. «Il calo demografico deve tradursi in una riduzione di alunni per classe e non del numero dei docenti – ha sottolineato Bellamio – Abbiamo inoltre di fronte altre due sfide importanti: quella del welfare, con la sanità integrativa e i buoni pasto, e della mobilità territoriale, professionale e intercompartimentale. E’ necessario ridefinire l’ordinamento del personale Ata e arrivare ad un Ccnl davvero unitario. Semplificare va bene – ha concluso Bellamio – ma senza cedere un briciolo dei nostri diritti. La contrattazione è lo strumento che ci permette di farlo. Il momento è adesso. Facciamoci valere nelle scuole con la forza del nostro mandato».
Il presidente della Consulta degli Studenti del Veneto Alessandro Gianesini ha lanciato un appello ai docenti. «In questi quattro anni siamo riusciti a cambiare il paradigma della rappresentanza degli studenti. Per noi è diventato fondamentale fare sistema, a vantaggio della scuola e di tutta la società. Adesso vorremmo consolidarlo e farlo con l’altra metà della scuola: docenti, dirigenti e personale Ata. La rappresentanza è forte quando è unita. Abbiamo tre grandi priorità: l’inverno demografico, il disagio giovanile e la tecnologia, che va regolamentata. Quando docenti e studenti si alleano – ha concluso – si ottengono dei risultati».
Gli aspetti più tecnici dell’attività delle Rsu e dei delegati sono stati affrontati dalla segretaria generale della Cisl Scuola Veneto Sandra Biolo, che ha illustrato le novità introdotte dal Ccni (Contratto Collettivo Nazionale Integrativo) per la ripartizione del Fmof 2026/27 (Fondo per il Miglioramento dell’Offerta Formativa) sottoscritto il 22 settembre scorso.
«Il senso di partecipazione e di appartenenza deve essere sempre educato e coltivato ed è questa la sostanza della giornata di oggi – ha detto la segretaria generale nazionale della Cisl Scuola Ivana Barbacci nelle conclusioni – Le Rsu della Cisl Scuola hanno dei punti di contatto. Fate un lavoro collettivo e nel condividerlo imparate modalità sempre nuove per svolgerlo al meglio, con spirito di servizio. È una forza identitaria, valoriale, che ci aiuta ad essere più incisivi dell’esercizio del ruolo di rappresentanza. Un ruolo che può essere esercitato con la consapevolezza di incidere sulle scelte necessarie a migliorare il sistema scolastico. Quando andate a fare la contrattazione, il nodo fondamentale è valutare le scelte fatte dal collegio dei docenti con il piano dell’offerta formativa. Scelte che entrano in una logica di sistema e che devono essere compatibili con la cifra a disposizione nel Fmof. Dobbiamo lavorare su due livelli: da un lato lavorare sulla contrattazione collettiva. Avevamo l’obiettivo di sbloccare la trattativa e recuperare i ritardi contrattuali accumulati negli anni. Il 23 dicembre 2025 abbiamo sottoscritto il contratto 2022-24 e il 1° aprile abbiamo sottoscritto l’ipotesi di accordo per la parte economica del contratto 2025-27. Siamo soddisfatti? No, ma abbiamo avviato un processo che ci consente di coniugare il contratto collettivo, con contratto integrativo e il welfare. Il calo demografico può favorire la personalizzazione e liberare risorse per un recupero degli svantaggi territoriali. Uno dei temi fondamentali è l’equiparazione dei titoli. La fragilità del nostro sistema educativo è un problema sociale. O si investe di più nella scuola o il Paese andrà verso un lento, inesorabile declino».
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