Cara Sindaca, Rovigo ha bisogno di più presenza istituzionale e meno luoghi comuni.
Con queste parole Civica per Rovigo sintetizza il proprio pensiero dopo l’uscita dell’intervista concessa a “La Voce di Rovigo” da Valeria Cittadin. Frasi come: “queste cose le fanno gli Zulu” rappresentano il modo semplicistico e che qualcuno potrebbe anche riterere, dispiace dirlo, razzista con cui la prima cittadina affronta una categoria sociale indistinta, definita con scorciatoia linguistica: maranza.
Esiste a Rovigo un problema di ordine pubblico che non si risolve con la risposta spontanea del semplice “stare insieme” ma riconoscendo che l’attuale grave disagio giovanile, in tutte le sue forme, va affrontato con politiche sociali, educative, economiche e giuridiche adeguate. Non esistono, come afferma la Sindaca Cittadin, con parole ripugnanti, “culture più resistenti all’integrazione”, ma fallimentari politiche sociali.
L’attuale amministrazione ha rinunciato a risorse statali significative – oltre 500mila euro l’anno – che avrebbero potuto finanziare politiche concrete: educatori, mediatori linguistici, percorsi di alfabetizzazione, orientamento al lavoro e accompagnamento all’autonomia. Parlare di integrazione senza investire in questi strumenti significa rinunciare , nei fatti, alla sicurezza e alla coesione sociale E’ una scelta politica che ha delle conseguenze pesanti.
Non è solo istituendo “zone rosse” che si preserva l’ordine pubblico ma, ad esempio, favorendo progetti educativi nelle scuole dove preparati rappresentanti delle forze dell’ordine parlino ai giovani di legalità e dell’importanza di non intraprendere percorsi sbagliati. Non sarà alimentando e proiettando una paura sociale e razziale sui maranza che i problemi della nostra città si risolveranno.
Tra poco ci sarà San Remo con la presenza del rapper Sayf sul palco dell’Ariston, a rappresentare quella parte dell’Italia multietnica che è già colonna sonora del Paese. Cara sindaca, lo ascolti!
Civica per Rovigo



