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Congresso Cisl Scuola Padova Rovigo

Il congresso della Cisl Scuola Padova Rovigo ha eletto Stefania Bellamio come segretaria generale, affiancata in questo incarico da Raffaela Disarò e Davide Zanetti.
Le priorità del sindacato, illustrate da Bellamio nella sua relazione introduttiva, sono la difesa della scuola come motore di equità sociale, anche attraverso un utilizzo chiaro delle risorse del Pnrr, l’adeguamento delle retribuzioni, la lotta al precariato, l’alleggerimento del carico burocratico, formazione continua, contrasto al disagio giovanile, aggiornamento delle competenze.
«Il periodo trascorso è stato cruciale per la scuola italiana. La pandemia, le riforme legislative e i cambiamenti strutturali nel mondo del lavoro hanno imposto alla comunità scolastica di adattarsi a sfide inaspettate», ha esordito la segretaria. «La scuola incarna l’essenza stessa della nostra democrazia. Il motto “Diamo forma al futuro” sintetizza il dovere morale e politico che ci accomuna: trasformare la scuola in un laboratorio di progresso  e giustizia sociale, una realtà dove studenti, insegnati e personale Ata costruiscono giorno per giorno le fondamenta della nostra società. In un contesto di crescenti difficoltà economiche, sociali e culturali, il nostro compito è fornire una visione di speranza e un progetto di crescita. Ogni aula è un laboratorio di umanità, dove si imparano non solo nozioni, ma rispetto e capacità di convivere».
L’attuale crisi può essere trasformata, secondo Bellamio, in un’occasione di innovazione, inclusione e crescita, pur nella consapevolezza che il fenomeno del “galleggiamento” sottolineato dall’ultimo rapporto Censis si manifesti con particolare gravità nel sistema scolastico. «I lavoratori della scuola sono costretti ad operare in condizioni che compromettono la loro dignità professionale. Innanzitutto le retribuzioni, inferiori alla media Ocse. L’altro problema riguarda il precariato e l’instabilità. A tutto questo si aggiunge il carico burocratico eccessivo. E’ necessaria una semplificazione delle procedure amministrative. La dispersione scolastica rappresenta un fallimento del sistema educativo e un danno irreparabile per le giovani generazioni. Vanno introdotte competenze trasversali, come il pensiero critico. Le risorse del Pnrr rappresentano una leva straordinaria per il rilancio del sistema educativo, ma il successo degli investimenti dipenderà dalla capacità di utilizzati in modo strategico e mirato, verso le priorità economiche e sociali e verso una pianificazione strategica, che produca risultati duraturi».
Lo scopo del congresso, ha sottolineato Bellamio, «è riaffermare il ruolo essenziale della scuola nelle nostre comunità. A Padova il rapporto alunni/docente è tra i più alti della regione, il ché sottolinea la necessità di nuove assunzioni. In provincia di Rovigo, le aree più periferiche soffrono di un’accessibilità ridotta. Le scuole si trovano a gestire non solo una diminuzione degli studenti, ma anche delle risorse e questo crea un circolo vizioso. Ciononostante le scuole di Rovigo dimostrano una resilienza straordinaria. A Padova 8.766 e a Rovigo 2.192 docenti garantiscono un’istruzione di qualità. Ma possiamo accontentarci? Il calo delle nascite non è solo un calo demografico. E’ un grido d’allarme. Ogni scuola chiusa è una ferita per la comunità. Ogni scuola è un presidio di cultura. Ogni aula un laboratorio di futuro. Non permetteremo che la logica del risparmio cancelli il cuore pulsante delle nostre comunità. Siate protagonisti del cambiamento, perché il futuro della scuola è quello delle nostre comunità».
Al congresso hanno portato un saluto il sindaco di Teolo Valentino Turetta, che ha ringraziato tutti i presenti «per il lavoro che state facendo, in un ambiante maltrattato da molti, dalla politica in primis, ma anche dalle famiglie» e il vicepresidente della Provincia Luigi Bisato, che ha sottolineato l’importanza di «una dotazione economica non estemporanea per le scuole. L’inverno demografico va aggravandosi: l’obiettivo è non impoverire il territorio. Se chiude una scuola elementare, quel presidio non deve andare perso».
Il segretario generale della Cisl Scuola Padova Rovigo Samuel Scavazzin ha messo l’accento sull’importanza della scuola per lo sviluppo del territorio e non solo. «La scuola è un pilastro fondamentale per il futuro del nostro paese e il vostro ruolo è quindi fondamentale per dare una direzione a questo futuro. La scuola tutta deve guardare avanti, ridefinendo i propri obiettivi e puntando sulle priorità. Servono investimenti nel personale e in infrastrutture materiali e immateriali. Dobbiamo garantire che la tecnologia sia di supporto e non il fine. La scuola dev’essere una comunità inclusiva e aperta al resto del mondo, un luogo di incontro e di integrazione. Dobbiamo colmare il divario tra l’istruzione e il mondo del lavoro. Solo così possiamo preparare i giovani al futuro. L’anno scorso abbiamo avuto due momenti importanti, uno a Rovigo col Viola Marchesini, dove i nostri operatori hanno fatto lezione agli studenti per prepararli al mondo del lavoro, e uno a Padova con l’istituto Leonardo Da Vinci, i cui ragazzi sono venuti nelle sedi Cisl di Padova, dove hanno conosciuto il mondo del sindacato, di cui prima non sapevano nulla. Alcuni di loro hanno chiesto di fare il Pcto nella nostra Cisl, che è risultata anche la sede più gradita dagli studenti. La speranza è che questo sistema educativo sia all’avanguardia, non solo per garantire una società più equa ed inclusiva, ma anche per affrontare le sfide territoriali e globali, con competenza e creatività».
Un “ritorno in famiglia” per la segretaria territoriale della Cisl Veneto Stefania Botton: «Io credo fortemente nella comunità educante. La scuola deve preparare i cittadini al mondo del lavoro. Abbiamo la responsabilità di inventare strumenti nuovi nel lavoro che facciamo quotidianamente. La Cisl deve battersi perché la scuola diventi un punto importante nell’agenda politica, non solo per difendere i posti di lavoro, ma per tutelare la qualità dell’insegnamento, a vantaggio innanzitutto dei ragazzi».
Le sfide che la scuola dovrà affrontare nei prossimi mesi sono state illustrate da Salvo Inglima, segretario nazionale della Cisl Scuola: «Tra i temi, emerge quello della glaciazione demografica. I dati sulla denatalità sono preoccupanti. Perdiamo un media 50mila studenti all’anno. Questo vuol dire perdere organici. E per la prima volta stiamo andando incontro a un taglio degli organici: si prevedono 5.660 posti in meno per i docenti e 2.200 per il personale Ata. Le retribuzioni sono inferiori a quelle degli altri Paesi europei: una media di 32mila euro l’anno rispetto a 40mila della media europea. Ma la sperequazione interessa anche gli altri comparti della pubblica amministrazione, per un fatto contabile: i docenti sono di più. Dobbiamo difendere ogni singola istituzione, il lavoro dei docenti, del personale amministrativo, sempre più gravato da compiti impropri e da eccessi burocratici spesso fini a se stessi. Di fronte alla riduzione degli organici e all’innalzamento dell’età pensionabile, riteniamo invece che debbano rimanere invariati e che vadano slegati al calo demografico. Sulle retribuzioni, consideriamo fondamentale alleggerire il carico fiscale per gli impegni aggiuntivi. E’ il momento di ripensare anche alla carta docente e alle sue utilizzazioni. Per ottenere tutto questo, riteniamo che le risposte vadano date sedendosi al tavolo contrattuale. Dobbiamo dare davvero forma al nostro futuro. Costruire dei ponti. Partecipare. Essere uniti verso il bene comune e l’innovazione».
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