In premessa oggi è assolutamente ingiustificato il mancato invito alla rappresentanza dell’intero Consiglio di Bacino, l’organo che deve esercitare il controllo continuo ed efficace dell’attività di Ecoambiente e dei Comuni soci nelle scelte sui rifiuti.
Certamente un riferimento di peso e rilevanza, che negli ultimi mesi è rimasto nell’ombra e non viene richiamato in nessuna delle principali decisioni che sono state assunte dalla società, mentre questo organismo svolge per legge un ruolo di regolazione e controllo dal quale non si può prescindere.
Questa assenza dei responsabili del Bacino è un vulnus per la discussione. Tuttavia abbiamo la presenza del Presidente Menon, che rappresenta il principale responsabile del Bacino stesso.
Ma voglio partire dalla lettera dell’ex presidente Frigato, ottobre 2025, che elenca una serie di gravi malfunzionamenti nella gestione del nuovo CdA e di conflitti di interesse nella società, questi ultimi tuttora in atto.
Nella risposta a firma Cassetta e Patergnani si afferma che il piano industriale è largamente disatteso. Va evidenziato che quel piano industriale è stato determinante per ottenere un finanziamento pari a 22 milioni di euro nel febbraio 2022 da parte di un pool di banche con scadenza 9 anni.
Quel finanziamento era stato ottenuto senza fidejussioni da parte dei soci, ma prevede alcuni impegni inderogabili legati al rispetto nel continuo degli aspetti patrimoniali e di liquidità della società, e più in generale del rispetto delle previsioni del piano industriale.
Si rendono conto Patergnani e Cassetta che simili affermazioni, su carta intestata della società, configurano azioni lesive degli interessi della società stessa e quindi passibili di censura da parte dell’Assemblea dei Soci, fino eventualmente alla richiesta di azione di responsabilità? Essendo tali affermazioni del 17 ottobre 2025, quali azioni ha messo in atto l’assemblea di Controllo Analogo, ente preposto al controllo nel continuo di Ecoambiente, per affrontare simile criticità?
L’appello di Frigato era rivolto ai Sindaci, che hanno effettivamente la responsabilità di esercitare una funzione di controllo e decisoria sia nel Consiglio di Bacino che nella gestione della società. Tutte le decisioni negli ultimi due anni, invece, sono state assunte e ruotano intorno alla Sindaca Cittadin, da quando si è auto nominata presidente dell’assemblea di controllo analogo, dal momento che non mi pare sia stata eletta in seguito a votazione di Sindaci come avviene per tutte le altre cariche.
In realtà vi è una concentrazione di cariche controllate dal sindaco di Rovigo in Ecoambiente che oggi si esprime al massimo livello e nei suoi più alti vertici. La Sindaca Cittadin ha nominato l’AD Patergnani, come previsto dalla convenzione, ma aveva già nominato il presidente del Consiglio di Bacino Menon (nov 2024), carica che precedentemente non era in quota a Rovigo. Inoltre si è poi auto nominata presidente dell’Assemblea di controllo analogo, e avere il presidente dell’ente controllato (Ecoambiente) che ha nominato anche un suo delegato/fiduciario come presidente dell’Ente controllore (Consiglio di bacino) non è in linea con le direttive di legge.
Secondo l’interpretazione costante dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), esiste una incompatibilità materiale (o sostanziale) quando il controllore e il controllato si immedesimano nella stessa persona o in soggetti legati da rapporti di fiduciarietà/delega, anche se tale fattispecie non è esplicitamente citata nella lettera del D.lgs. 39/2013
Sebbene il D.Lgs. 39/2013 preveda cause specifiche di inconferibilità e incompatibilità, ANAC ritiene che esistano situazioni di conflitto di interessi “di fatto” che non necessitano di un esplicito riferimento normativo, ma che vanno comunque sanzionate o rimosse, non sanabili neanche col semplice dovere di astensione.
Questa è la situazione attualmente in atto, alla quale possiamo aggiungere che l’attuale presidente di Ecoambiente, Cassetta, è comunque persona molto vicina e di riferimento della sindaca Cittadin.
Questo cumulo di incarichi con potenziale conflitto di interesse a cui si aggiunge la mancata rappresentanza di alcuni comuni/soci, oltre alla mancata rappresentanza della minoranza politica, sempre stata presente nei cda precedenti.
Infine come segnalato da Frigato, il doppio incarico del Direttore Boschini e anche dell’AD Patergnani, sia in Ecoambiente che in Polaris permane ormai dopo molti mesi.
Cittadin per mesi ha martellato che dovevano essere ridotte le tariffe, ma in realtà dopo quasi due anni non ha fatto nulla, neppure un adempimento che era previsto entro il luglio 2024 e cioè la revisione del Piano industriale di Ecoambiente, che potrebbe vedere in attivo i cospicui finanziamenti PNRR che sono andati a coprire per 18 milioni di euro l’impianto a biometano e anche la spesa per il rifacimento degli Ecocentri. Tutti questi finanziamenti coperti in toto da fondi PNRR erano invece previsti e conteggiati tra gli investimenti previsti e già coperti dal Piano industriale. Una revisione del Piano è necessaria e urgente e potrebbe sì portare a un abbassamento delle tariffe, grazie ai finanziamenti ottenuti dalla gestione precedente.
Perché non è stata fatta questa revisione?
A proposito di investimenti, per mesi Cittadin ha contrastato il progetto dell’impianto sostenendo che in Provincia era stato aggiunto un quantitativo di 10.000 ton di verde da trattare, anche se non rientrava nel progetto finanziato dal MASE. Peccato che oggi, con una palese contraddizione dalle posizioni della sindaca, sia proprio il RUP Boschini a sollecitare la costruzione di questa piattaforma e credo che il finanziamento necessario non sarà difficile trovarlo quando finalmente con la revisione del Piano industriale si metteranno in attivo tutti gli oltre 20 milioni di fondi PNRR.
In riferimento ai timori del RUP Boschini sulla conclusione dell’impianto, peraltro prevista dai tempi di contratto nei termini, si ricorda che questi sono tutti e solo da imputare all’azione di contrasto esercitata dal sindaco Cittadin nei mesi precedenti l’incarico. Dopo il rilascio dell’autorizzazione dalla Provincia, sono passati almeno 6-8 mesi nei quali il muro contro muro del Sindaco di Rovigo contro gli altri Sindaci e il cda hanno determinato il blocco amministrativo totale in un momento cruciale per la realizzazione dei lavori finanziati con PNRR.
Ricordo che dopo la nomina dell’AD Patergnani il 4/7/2025 le deleghe gli sono state attribuite solo il 2/9/25. L’Assemblea di controllo analogo in questa vacanza di gestione che tipo di azione e di controllo ha esercitato sulla funzionalità della società in un momento cruciale per gli investimenti? Considerato che i lavori dell’impianto, ricordo assegnati al Consiglio di Bacino e quindi nella responsabilità del presidente Menon, sono stati alla fine affidati nel settembre 2025 e da contratto finiranno comunque entro il 30/6/2026.
L’obiettivo manifesto del sindaco di Rovigo era di non realizzare il progetto e rinunciare ai fondi, con un evidente danno all’azienda, visto che quel progetto sarebbe stato da realizzare ugualmente secondo il Piano industriale e il Piano d’Ambito.
Infine alcuni appunti sul cosiddetto Piano di emergenza. In questi anni abbiamo assistito a critiche feroci al sistema di raccolta di Rovigo salvo poi, visto che i risultati ottenuti a Rovigo sono stati varie volte premiati a livello nazionale, vedere la Sindaca ritirare imperturbabile i premi stessi. Tuttavia alcuni problemi ci sono e potevano essere anche affrontati prima, noi li avevamo in cantiere per il 2024, come le fototrappole e il recupero delle utenze non censite.
Ma certamente non è credibile che i costi di questo progetto saranno assorbiti dall’azienda, perché Ecoambiente deve per legge distribuire i costi nelle tariffe, quindi il piano di emergenza lo pagheranno in tariffa tutti gli utenti dei 50 Comuni e per la propria quota parte anche Rovigo. Infine per migliorare la qualità della raccolta e per evitare che i cittadini si trovino a dover pagare conferimenti di secco supplementari occorre mettere in atto una campagna informativa sul territorio, arrivando capillarmente ai cittadini, come avevamo fatto all’inizio della trasformazione del sistema. Nel rapporto invece non vedo riferimenti precisi a campagne di informazione pubblica.
Invece chiedo di spiegare perché nel corso del mese di marzo 2026 sono stati eseguiti affidamenti aventi per oggetto “comunicazione integrata 2026 ed eventi Estate/Natale 2026”, destinati al gruppo editoriale La Voce per un importo di 50 mila euro, oltre ad altri 10 mila sempre alla Voce per diario scolastico 2026/27 e analoghi importi sono stati affidati anche lo scorso anno. Al di là del diario scolastico, chiedo, quale è l’attività di comunicazione che è prevista con questi corposi importi e perché sono affidati solo alla Voce?
In conclusione, gli interventi urgenti e irrinunciabili nella gestione di Ecoambiente per rispetto delle normative e per il futuro della società sono:
eliminare tutte le situazioni di potenziale conflitto di interessi;
ristabilire un controllo efficace e responsabile sulle azioni della società da parte di sindaci/soci
riconoscere e rendere fattivo il ruolo di organizzazione e controllo del Consiglio di bacino nei confronti della gestione integrata dei rifiuti, come previsto dalla legge regionale 52/2012;
fare una Revisione del Piano industriale validata, secondo i termini già scaduti.



