Consiglio comunale affollatissimo quello di lunedì 17 febbraio a Rovigo, dato che l’argomento, l’impianto per produrre biometano a Sarzano, suscita fortissime apprensioni e preoccupazioni nella cittadinanza.
Pubblico dunque delle grandi occasioni, e per una volta proveniente dalla frazioni che si trovano a nord est del territorio comunale, tanto da riempire anche tutti i posti, in piedi, in balconata.
E per una volta il dibattito ha potuto coinvolgere anche le parti sociali, in primis le organizzazioni di categoria del lavoro agricolo (CIA e Coldiretti) e Confindustria, oltre ai cittadini in rappresentanza dei vari comitati, preesistenti o neo costituiti, soprattutto a Sarzano e Mardimago.
Tra questi interventi l’unico a favore dell’impianto, anche a costo di non raccogliere alcun applauso come premesso dal Direttore Massimo Barbin, è stato quello di Confindustria, che ha rivendicato, un pò trumpianamente, la massima libertà d’impresa.
Ma dimenticando, come già avvenuto in campagna elettorale, quando lo stesso chiedeva ai candidati Sindaco lo stravolgimento delle regole per l’area interportuale (raccogliendo però il consenso unico della candidata poi eletta), che la nostra Costituzione ben affronta il tema, indicando anche le giuste soluzioni.
La carta costituzionale, emendata solo pochi anni fa per tenere conto delle nuove sfide relative al rispetto ambientale, affronta il tema infatti in modo inequivocabile. L’articolo 41 sancisce che l’iniziativa economica privata è libera, ma non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla salute, all’ambiente, alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.



