Ho letto quanto riportato dalla stampa circa il risultato del convegno sulla subsidenza che si è tenuto sabato 11/4 u.s. all’Hotel Cristallo.
Spiace non aver potuto essere presente per concomitanti impegni professionali a Pordenone.
I titoli, riportanti le espressioni virgolettate del prof. Teatini sul quotidiano La Voce di Rovigo e il Corriere Veneto mi sollecitano una riflessione.
La Voce, il prof. Teatini:”il polesine è un territorio che sprofonda non solo per le estrazioni”.
Il Corriere Veneto:”le trivellazioni non producono subsidenza”.
Ad onor del vero leggendo tutto l’articolo su La Voce, sempre virgolettato, viene riportata l’affermazione dell’ing. Teatini “la subsidenza non può essere evitata se estraggo fluidi dal sottosuolo”.
Quanto riferito dovrebbe essere ritenuto più che sufficiente, anche per la maggioranza che governa la nostra città capoluogo, per opporsi fermamente alle estrazioni di gas offshore senza la necessità di ulteriori approfondimenti tecnico-scientifici del tutto superflui conoscendo il fragile ecosistema del nostro Polesine.
Se fossi stato presente solo due domande avrei rivolto all’ing. Teatini, avendo già contezza delle relative risposte:
1 – “se la subsidenza sia o meno irreversibile”
2 – “se la quantità di gas che si potrebbe estrarre dal mare, qualora fosse immesso nel territorio italiano (circostanza non scontata), coprirebbe il fabbisogno nazionale per soli 6-7 mesi”
Ogni altra considerazione la lasciamo alla politica politicante.
Il Consigliere Comunale
Palmiro Franco Tosini



