Notizie

Crivellari interviene sulla scivolata di Campanile

Almeno due aspetti ci colpiscono relativamente all’affaire Campanile emerso ieri dalle cronache: il primo aspetto è che questa, come dire, “permeabilità” delle comunicazioni interne al partito di maggioranza e il loro utilizzo non sono certamente un grande segnale di compattezza e, di conseguenza, non sono nemmeno in prospettiva un segnale rassicurante per la stabilità presente e futura dell’amministrazione Cittadin (sarebbe comunque interessante conoscere l’opinione del sindaco in merito).

Il secondo aspetto, quello di sostanza politica, chiama in causa le affermazioni rese da una figura pubblica, il “passato che non passa” si potrebbe dire. Davvero si può pensare, anche con una banale citazione, che colui che esattamente cento fa, con il discorso del 3 gennaio 1925, inaugurava la lunga notte della dittatura, possa davvero essere considerato oggi un riferimento per la sicurezza delle nostre piazze e delle nostre strade? Quale falsa mitologia sottendono idee come questa?

Nella nostra Costituzione l’ideale di “sicurezza” chiama in causa la sacrosanta tutela dei cittadini, chiama in causa l’ordine democratico, non certo l’annullamento delle garanzie e delle libertà, non certo il silenzio della paura. Mentre la nostra Provincia e nostri i sindaci hanno meritoriamente scelto di intitolare l’aula consiliare di palazzo Celio alla figura di Matteotti, non vorrei che da altre parti si facessero passi indietro.

Diego Crivellari, capogruppo consiliare PD Rovigo

Condividi