Nella giornata di venerdì 16 scorso, è stata formalmente avanzata la richiesta di attivazione dell’Unità di Crisi presso la Regione del Veneto in relazione alla drammatica situazione in cui versano gli stabilimenti ex Ilva presenti sul territorio regionale.
La richiesta, sottoscritta dalle Organizzazioni Sindacali FIM, FIOM e UILM del Veneto e dei territori interessati, nasce dalla necessità impellente di affrontare una crisi industriale e occupazionale senza precedenti. Gli stabilimenti, da mesi in condizioni di forte instabilità produttiva, finanziaria e occupazionale, occupano a Marghera e Legnaro 80 lavoratori in un contesto di crescente incertezza e assenza di prospettive concrete.
L’attivazione dell’Unità di Crisi è un passo indispensabile per
• garantire un confronto permanente tra Governo, istituzioni territoriali, rappresentanze sindacali e aziendali;
• promuovere un intervento pubblico diretto per il rilancio di un presidio strategico per l’industria nazionale.
“Non si può più perdere tempo. È in gioco il futuro di migliaia di lavoratori e di un settore che sta a monte della produzione metalmeccanica del Paese. Un suo ridimensionamento – o, peggio, la chiusura – avrebbe impatti devastanti su tutto il sistema industriale nazionale. Il Governo deve assumersi le proprie responsabilità con la massima trasparenza e urgenza. Con questa iniziativa si intende anche richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica e dei media su una vicenda che rischia di essere rimossa, ma che riguarda direttamente la tenuta democratica, sociale e produttiva del Paese.” hanno dichiarato i segretari generali di FIM-CISL FIOM-CGIL UILM-UIL Veneto, Nicola Panarella, Antonio Silvestri e Giancarlo Biasin.



