Approfondimenti

EXPORT VENETO: PIU’ DANNI DALLA CRISI TEDESCA CHE, FORSE, DAI DAZI

La crisi economica che ha colpito la Germania negli ultimi due anni ha comportato un danno pari a 662 milioni di euro per il sistema produttivo veneto. Nel 2023, il valore delle nostre esportazioni verso il mercato tedesco è diminuito di 90 milioni, mentre nei primi nove mesi del 2024 (periodo in cui abbiamo i dati disponibili) la contrazione è stata di ben 572 milioni. Praticamente una caduta verticale. Pertanto, sebbene numerosi imprenditori e l’opinione pubblica in generale esprimano una marcata preoccupazione per le conseguenze negative che l’introduzione dei dazi da parte dell’Amministrazione Trump potrebbe arrecare alle nostre imprese esportatrici, la crisi tedesca degli ultimi due anni ha già generato e potrebbe continuare a produrre danni più gravi. Infatti, non si può escludere che, come avvenne nel 2019 a seguito dell’implementazione delle barriere commerciali sempre introdotte da Trump[1], le ripercussioni commerciali negative possano risultare meno gravose di quanto ipotizzato. È vero che nel 2020 le vendite delle imprese venete negli Stati Uniti sono diminuite di 79 milioni; tuttavia, è probabile che tale calo sia stato principalmente influenzato dal crollo del commercio mondiale causato dall’insorgere della pandemia, piuttosto che dai dazi “innalzati” dal governo statunitense. A segnalarlo è l’Ufficio studi della CGIA.

  • Dazi: si stimano danni da 300 milioni. Occhiali, vini e gioielli i prodotti più penalizzati

Secondo l’OCSE, l’eventuale introduzione di dazi al 10 per cento sull’intera gamma dei prodotti e dei servizi importati dall’UE, provocherebbe una riduzione in termini economici delle esportazioni italiane verso gli USA pari a 3,5 miliardi di euro che salirebbe a 10/12 miliardi nel caso l’aliquota fosse elevata al 20 per cento.  Per il Veneto la contrazione delle vendite nel mercato statunitense potrebbe provocare nel primo caso un danno di 300 milioni di euro e nel secondo caso di circa 1 miliardo. Quasi sicuramente i settori più penalizzati sarebbero quelli che ad oggi hanno un tasso di penetrazione nel mercato statunitense più significativo. Ricordiamo, infatti, che a fronte di 7,5 miliardi di prodotti veneti venduti nel 2023 negli USA, 1,4 miliardi erano riferiti all’occhialeria, 614 milioni alle bevande (in particolare vini) e 581 milioni a gioielli, pietre preziose e bigiotteria (vedi Tab. 1). A fronte di queste tipologie merceologiche, è evidente che per quanto riguarda l’occhialeria è a rischio la provincia di Belluno, in merito alle bevande (in particolare vini, ovvero prosecco e amarone) segnaliamo Treviso e Verona e in virtù dei prodotti di lusso Vicenza.

  • Lombardia, Emilia Romagna e Toscana le più a rischio

Le aree regionali più vocate all’export verso gli USA sono la Lombardia (14,2 miliardi), l’Emilia Romagna (10,4) e la Toscana (9,1). Il Veneto con 7,5 miliardi è al quarto posto. Complessivamente, la quota esportata dalle aziende venete sul totale nazionale verso gli USA è pari all’11,3 per cento. Tra il 2022 e il 2023 il Veneto ha visto scendere il valore commerciale delle vendite verso gli USA di 472 milioni di euro (-5,9 per cento). Dopo Marche (-30,2 per cento) e Friuli Venezia Giulia (-25,1 per cento) siamo la regione italiana che ha subito la contrazione percentuale più elevata.

  • Oltre ai dazi e la crisi tedesca preoccupa anche il caro energia

Gli aumenti del prezzo del gas registrati nelle prime settimane di quest’anno non lasciano presagire nulla di buono. Nel 2025 le bollette potrebbero costare all’intero sistema imprenditoriale del Veneto ben 1,5 miliardi di euro in più rispetto al 2024, pari a un aumento del 19,3 per cento. In totale, la spesa complessiva dovrebbe toccare 9,5 miliardi: di questi, 7,1 sarebbero per l’energia elettrica e 2,4 per il gas. Queste stime si basano su un’ipotesi del prezzo medio dell’energia elettrica nel 2025 di 150 euro per MWh e del gas a 50 euro per MWh; mantenendo così una proporzione di tre a uno tra le due tariffe, come si è verificato nei due anni precedenti. Per quanto riguarda i consumi, si è fatto riferimento ai dati del 2023 e si è ipotizzato che rimangano costanti anche nei successivi due anni[2]. In buona sostanza, tra le preoccupazioni legate ai dazi, gli impatti della crisi in Germania e l’aumento dei costi energetici, il panorama complessivo continua a presentarsi con sfumature piuttosto cupe.

Tab. 1 – I primi 3 prodotti esportati negli USA per regione

(anno 2023 – valori in milioni di euro)

  LOMBARDIA 14.222
1 CF212-Medicinali e preparati farmaceutici 1.215
2 CK281-Macchine di impiego generale………………………………….. (b) 971
3 CK289-Altre macchine per impieghi speciali…………………………..(c) 790
  EMILIA ROMAGNA 10.426
1 CL291-Autoveicoli 2.205
2 CK282-Altre macchine di impiego generale …………………………..(a) 1.354
3 CK289-Altre macchine per impieghi speciali…………………………..(c) 908
  TOSCANA 9.109
1 CF212-Medicinali e preparati farmaceutici 3.629
2 CK282-Altre macchine di impiego generale……………………………(a) 567
3 CM321-Gioielleria, bigiotteria e articoli connessi; pietre preziose lavorate 500
  VENETO 7.564
1 CM325-Strumenti e forniture mediche e dentistiche (occhialeria) 1.451
2 CA110-Bevande (vini) 614
3 CM321-Gioielleria, bigiotteria e articoli connessi; pietre preziose lavorate 581
  PIEMONTE 5.501
1 CK281-Macchine di impiego generale……………………………………(b) 998
2 CL291-Autoveicoli 772
3 CA110-Bevande (vini) 417
  LIGURIA 3.360
1 CL301-Navi e imbarcazioni 2.107
2 CD192-Prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio 650
3 CE205-Altri prodotti chimici 86
  CAMPANIA 2.681
1 CL291-Autoveicoli 995
2 CA108-Altri prodotti alimentari…………………………………………….(d) 342
3 CL303-Aeromobili, veicoli spaziali e relativi dispositivi 252
  LAZIO 2.629
1 CF212-Medicinali e preparati farmaceutici 936
2 CL291-Autoveicoli 324
3 CL303-Aeromobili, veicoli spaziali e relativi dispositivi 189
  FRIULI VENEZIA GIULIA 2.345
1 CL301-Navi e imbarcazioni 1.045
2 CM310-Mobili 317
3 CK289-Altre macchine per impieghi speciali………………..……….(c) 230
  MARCHE 1.816
1 CL301-Navi e imbarcazioni 546
2 CF212-Medicinali e preparati farmaceutici 314
3 CB152-Calzature 133
  ABRUZZO 1.479
1 CF212-Medicinali e preparati farmaceutici 806
2 CI261-Componenti elettronici e schede elettroniche 228
3 CA107-Prodotti da forno e farinacei 85
  SICILIA 1.264
1 CD192-Prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio 684
2 CJ279-Altre apparecchiature elettriche…………………..…………..(g) 259
3 CA104-Oli e grassi vegetali e animali 50
  TRENTINO ALTO ADIGE 1.076
1 CA110-Bevande  (vini) 233
2 CH259-Altri prodotti in metallo……………………………………..…(e) 131
3 CL293-Parti e accessori per autoveicoli e loro motori 112
  PUGLIA 991
1 CK289-Altre macchine per impieghi speciali………………………(c) 209
2 CL303-Aeromobili, veicoli spaziali e relativi dispositivi 169
3 CM310-Mobili 159
  SARDEGNA 866
1 CD192-Prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio 707
2 CA105-Prodotti delle industrie lattiero-casearie 123
3 CA110-Bevande (vini) 7
  UMBRIA 668
1 CK282-Altre macchine di impiego generale………………………(a) 182
2 CB141-Articoli di abbigliamento, escluso l’abbigliamento in pelliccia 121
3 CK283-Macchine per l’agricoltura e la silvicoltura 43
  BASILICATA 650
1 CL291-Autoveicoli 525
2 CF212-Medicinali e preparati farmaceutici 42
3 CK281-Macchine di impiego generale………………………………(b) 27
  MOLISE 321
1 CE201-Prodotti chimici di base, fertilizzanti e composti azotati, materie plastiche e gomma 135
2 CL291-Autoveicoli 65
3 CE205-Altri prodotti chimici 51
  CALABRIA 83
1 CE205-Altri prodotti chimici……………………………………………(f) 30
2 CA108-Altri prodotti alimentari…………………………………..….(d) 14
3 CA103-Frutta e ortaggi lavorati e conservati 7
  VALLE D’AOSTA 54
1 CH243-Altri prodotti della prima trasformazione dell’acciaio 28
2 CH241-Prodotti della siderurgia 13
3 CK289-Altre macchine per impieghi speciali…………….………(c) 3

Elaborazione Ufficio Studi CGIA su dati Istat

  • CK282-Altre macchine di impiego generale – Forni, bruciatori, sistemi di riscaldamento; macchine e apparecchi di sollevamento/movimentazione, macchine/attrezzature per ufficio (esclusi computer) ecc.
  • CK281-Macchine di impiego generale – Motori/turbine, apparecchiature fluidodinamiche, altre pompe, compressori, rubinetti e valvole, cuscinetti, ingranaggi ecc.
  • CK289-Altre macchine per impieghi speciali – Per la metallurgia, per l’industria alimentare, per il TAC, per lavanderie, per la carta/cartone, per le materie plastiche/gomma ecc.
  • CA108-Altri prodotti alimentari – Zucchero, cioccolato, caramelle, tè/caffè, condimenti/spezie, pasti e piatti preparati, omogeneizzati, prodotti per animali ecc.
  • CH259-Altri prodotti in metallo – Bidoni, imballaggi leggeri, molle, bulloni ecc.
  • CE205-Altri prodotti chimici – Esplosivi, colle, oli essenziali, preparati antigelo, prodotti elettrochimici ed elettrotermici, fibre sintetiche e artificiali ecc.
  • CJ279-Altre apparecchiature elettriche – Per saldature e brasature, di insegne elettriche, di resistenze/condensatori ecc.
  • CL309-Mezzi di trasporto n.c.a. – Motocicli, biciclette, veicoli per invalidi, carrozzine e passeggini ecc.
  • CB139-Altri prodotti tessili – Ricami, tulle, pizzi e merletti e fabbricazione di feltro ecc. 

Tab. 2 – L’export italiano negli USA per regione

Rank
2023
Regioni e ripartizioni Anno 2022

(mln €)

Anno 2023

(mln €)

Var. ass.
2023-2022

(mln €)

Var. %
2023/2022
Comp. %
2023
1 Lombardia 13.979 14.222 +244 +1,7 21,2
2 Emilia-Romagna 10.464 10.426 -38 -0,4 15,5
3 Toscana 7.461 9.109 +1.649 +22,1 13,6
4 Veneto 8.036 7.564 -472 -5,9 11,3
5 Piemonte 5.290 5.501 +211 +4,0 8,2
6 Liguria 2.822 3.360 +539 +19,1 5,0
7 Campania 1.736 2.681 +945 +54,4 4,0
8 Lazio 2.625 2.629 +4 +0,1 3,9
9 Friuli-Venezia Giulia 3.130 2.345 -785 -25,1 3,5
10 Marche 2.600 1.816 -784 -30,2 2,7
11 Abruzzo 1.219 1.479 +260 +21,4 2,2
12 Sicilia 1.143 1.264 +120 +10,5 1,9
13 Trentino-Alto Adige 1.086 1.076 -10 -0,9 1,6
14 Puglia 892 991 +99 +11,1 1,5
15 Sardegna 854 866 +12 +1,4 1,3
16 Umbria 611 668 +58 +9,4 1,0
17 Basilicata 575 650 +75 +13,1 1,0
18 Molise 372 321 -51 -13,8 0,5
19 Calabria 82 83 +1 +1,2 0,1
20 Valle d’Aosta 62 54 -8 -12,4 0,1
  Totale EXPORT ITALIANO NEGLI USA 65.082 67.166 +2.084 +3,2 100,0
Nord Ovest 22.151 23.138 +986 +4,5 34,4
Nord Est 22.716 21.412 -1.305 -5,7 31,9
Centro 13.297 14.223 +926 +7,0 21,2
Mezzogiorno 6.873 8.335 +1.461 +21,3 12,4
  Diverse/non specificato 44 59 +16 +36,3 0,1

Elaborazione Ufficio Studi CGIA su dati Istat 

 

[1] Ricordiamo che la prima presidenza è iniziata il 20 gennaio 2017 ed è terminata il 19 gennaio 2021

[2] In particolare, le stime sono state costruite a partire dai dati 2023 sui consumi di energia elettrica e di gas da parte delle imprese (ipotizzate costanti per gli anni 2024 e 2025) e sui relativi prezzi medi di fonte Eurostat per le utenze non domestiche. Per quanto riguarda i consumi di energia elettrica, sono state considerate le utenze non domestiche al netto dei settori permeati dalla PA (Amministrazione pubblica/difesa, sanità/assistenza sociale, istruzione, illuminazione pubblica); per i consumi di gas sono state considerate le utenze industriali (generazione elettrica esclusa), del commercio e dei servizi (escluso servizio pubblico), tutte al netto degli autoconsumi.

I costi per l’anno 2024 sono il frutto di una stima che tiene conto dell’andamento dei prezzi medi annui di mercato dell’energia elettrica e del gas – borsa energetica di fonte Gestore Mercati Energetici (GME) – pari a 108 euro per MWh per l’elettricità e di 36 euro per MWh per il gas. I costi per l’anno 2025 sono stati calcolati considerando un prezzo medio dell’energia elettrica di 150 euro per MWh e di 50 per il gas, rispettando la proporzione di 3 a 1 tra i due prezzi così come verificatosi mediamente negli anni 2023 e 2024.

Si fa presente che l’aumento dei costi energetici per le imprese risulterà meno che proporzionale rispetto alla variazione dei prezzi della borsa energetica in quanto l’aumento del prezzo della materia prima non impatta su tutto il costo complessivo della bolletta (che comprende anche costi di commercializzazione, trasmissione, oneri, tasse, margini ecc.). E dunque rispetto ad un’ipotesi di aumento del prezzo della materia prima del 38% (stimato per il 2025 rispetto al 2024), le rispettive crescite dei costi per le imprese risulteranno inferiori (+18% per l’energia elettrica e +25% per il gas).

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