Un no fermo, unanime e senza sfumature ideologiche, ma guidato esclusivamente dal principio di precauzione e dalla tutela della salute pubblica. Oggi, a palazzo Nodari, il sindaco Valeria Cittadin, affiancata dall’assessore all’Ambiente Michele Aretusini e dai Capigruppo di Maggioranza, ha illustrato in conferenza stampa la linea emersa dall’ultimo vertice di maggioranza in merito al progetto per il nuovo insediamento dell’impianto FIR per la produzione di lana minerale nella zona industriale di Borsea.
Giunta, maggioranza e capigruppo hanno espresso un’unanimità di vedute con un “NO” deciso alla realizzazione dell’opera.
La decisione è maturata a seguito di un’attenta valutazione delle criticità legate al territorio. La zona interessata, oltre ad ospitare istituti scolastici, registra già la presenza di importanti emissioni industriali e di due fonderie. Un ulteriore insediamento genererebbe un “effetto cumulo” che rischierebbe di compromettere la salute dei cittadini e la qualità dell’ambiente.
“Lunedì sera ci siamo confrontati con tutta la maggioranza e poco fa con i capigruppo, ed è emersa una posizione assolutamente comune: la nostra contrarietà all’insediamento di questa fabbrica – ha esordito il sindaco -, ripercorrendo le tappe di un iter burocratico ancora agli albori. Il progetto, depositato in Provincia dovrà, infatti, affrontare il percorso del Provvedimento Autorizzativo Unico Regionale (Paur), che comprende la Valutazione di Impatto Ambientale (Via) e l’Autorizzazione Integrata Ambientale (Aia).
Il Comune di Rovigo ha già depositato entro la scadenza dello scorso 17 luglio le proprie osservazioni e richieste di integrazione. Gli uffici comunali non si sono limitati agli aspetti acustici di diretta competenza, ma hanno chiesto chiarimenti stringenti sulle modalità di stoccaggio dei materiali, dato che il ciclo produttivo non coinvolgerà solo roccia naturale ma anche scarti metallurgici, sulle emissioni di polveri sottili e sull’effetto cumulativo con le altre aziende già presenti nella zona dell’Interporto.
“L’autorizzazione finale non spetta al Comune, ma alla Provincia – ha precisato il sindaco -. Per questo motivo, auspichiamo che il presidente della Provincia partecipi al Consiglio Comunale straordinario del prossimo 24 settembre, interamente dedicato a questo tema”.
Nel corso della conferenza, il sindaco ha ricordato l’incontro pubblico svoltosi a Borsea, nato su sollecitazione del consigliere di minoranza Andrea Borgato ed ha spiegato il cambio di passo dell’amministrazione. “Il nostro iniziale atteggiamento era attendista e non ideologico, tuttavia, le forti e legittime perplessità dei residenti, unite ai nuovi elementi emersi recentemente sulla stampa, ci hanno convinti a prendere una posizione netta. Lo sviluppo economico e il lavoro sono obiettivi importanti per il nostro Interporto, ma non possono in alcun modo passare in secondo piano rispetto alla salute dei cittadini”.
Poiché la contrarietà politica da sola non basta a fermare un iter che si fonda su parametri esclusivamente tecnici, il sindaco Cittadin proporrà al Consiglio Comunale l’affidamento di un incarico a esperti esterni. “Non si tratta di spendere inutilmente il denaro pubblico, ma di dotare i nostri tecnici di un supporto scientifico di alto livello per far valere le ragioni ambientali e sanitarie all’interno della Conferenza dei Servizi”.
L’assessore all’Ambiente Aretusini, ha ribadito che la posizione dell’amministrazione sarà difesa con fermezza in tutti i tavoli istituzionali. “Borsea ha già dato molto in termini di impatto industriale. Sebbene la procedura autorizzativa unica sia in capo a Provincia e Regione, il Comune farà valere la propria voce in tutte le sedi previste, mettendo al primo posto la salute delle persone e la tutela del territorio”.



