17 settembre, una delegazione del comitato NO FIR ha incontrato il vescovo della Diocesi di Adria e Rovigo, Sua Eccellenza Mons. Pierantonio Pavanello in occasione dell’incontro “La terra brucia, ripartire da Francesco” a ricorrenza della Giornata Interdiocesana per la cura del Creato.
L’evento organizzato dalle Diocesi di Adria-Rovigo, Chioggia, Ferrara Comacchio, è stato patrocinato dalla Provincia di Rovigo e dal Comune di Pontecchio alla presenza del Sindaci di Pontecchio, Simone Ghirotto, e di Rovigo, Valeria Cittadin.
Come Comitato NO FIR, abbiamo consegnato nelle mani del Vescovo una lettera nella quale spieghiamo la vicenda di FIR Srl, progetto che presenta diverse criticità che meritano un approfondimento rigoroso e trasparente, a colpire una delle realtà maggiormente inquinate in Italia.
Abbiamo rivolto al Vescovo il nostro appello perché possa, nei modi e nelle forme che riterrà più adeguate, sensibilizzare e vigilare sulla situazione. In poche settimane, abbiamo riportato alla Sua attenzione, la mobilitazione spontanea della popolazione ha portato alla raccolta di oltre 3.000 (tremila) firme, a testimonianza di una preoccupazione che non può essere considerata marginale o circoscritta a pochi cittadini. La richiesta che arriva dalla comunità è semplice e riguarda innanzitutto il diritto alla salute e a vivere in un ambiente sicuro e salubre.
Durante l’incontro, Fra Roberto Benvenuto ha condiviso un intenso momento di riflessione sul Cantico delle Creature di San Francesco.
Ma è soprattutto nelle parole del Vescovo che abbiamo trovato un conforto e un riferimento molto puntuale alla situazione odierna. Mons. Pavanello ha ricordato come la pace tra gli uomini e il rispetto del creato siano intimamente legati. “La tutela dell’ambiente e del creato diventa un dovere morale per tutti”, prosegue Monsignore, “e lo è in modo particolare per i Cristiani, perché non riguarda solo il nostro rapporto con il mondo che ci sta attorno ma riguarda anche il nostro rapporto con Dio”.
“L’invito è a prendersi a cuore le problematiche ambientali”, sottolinea il Vescovo, “perché sappiamo che nel nostro territorio ci sono questioni importanti e urgenti che vanno affrontate, e mi riferisco alle problematiche che nascono da progetti di nuovi insediamenti industriali di vario tipo. Sono questioni importanti, perché le decisioni che verranno prese oggi, peseranno sul futuro di questa terra e anche sulle generazioni che verranno dopo di noi. E’ quindi necessario che chi ha responsabilità politiche e amministrative compia tutte le verifiche previste con trasparenza, assumendosi fino in fondo le proprie responsabilità e dando all’opinione pubblica tutte le informazioni che sono necessarie”. Non ha mancato, il Vescovo, di ricordare che, da parte dei cittadini c’è il dovere di informarsi, di studiare i problemi, di esprimere il proprio parere prendendo posizione.
Parole molto chiare quelle di Mons. Pavanello che, ci auguriamo, oltre alle autorità già presenti in sala, possano arrivare anche agli enti, tra i quali in modo particolare Ulss, Arpav e Provincia a cui spetta il parere ultimo sull’approvazione dell’impianto. Ci auguriamo che possano esercitare il loro potere decisionale a favore della comunità e pensando al futuro dei nostri figli, così come in più recenti situazioni non è stato fatto.
Non abbiamo mancato di ricordare a Monsignore le lotte dei nostri amici dei comitati Biometano a Sarzano e Il Riccio, contro Ecopol, impegnati in ricorsi gravosi per la popolazione.
Ci siamo permessi di sottolineare a sua Eccellenza la preoccupazione che alberga nei cuori delle mamme e dei papà della nostra comunità e di chiedergli come sia possibile che siano i cittadini a doversi far carico della tutela del territorio davanti ad amministrazioni ed enti che, sempre più spesso, faticano a prendere posizioni chiare a favore dei cittadini e del bene comune anteponendovi gli interessi privati.
Abbiamo bisogna che le istituzioni tutte comprendano che il nostro futuro non può essere compromesso da interventi che rischiano di andare contro quella responsabilità verso il Creato che tutti siamo chiamati ad assumere.
Prendersi cura dell’ambiente significa prendersi cura delle persone.
E prendersi cura dei bambini significa avere il coraggio di fare oggi le scelte necessarie per proteggere il loro domani.
Comitato NO FIR Rovigo
3280207862



