Quanto accaduto nei giorni scorsi ad una docente dell’Istituto Superiore “Viola Marchesini” di Rovigo, mentre svolgeva la lezione in classe, è inaccettabile ed è indicativo del fatto che la Scuola non può più essere oggetto di attenzioni poste soltanto come “dichiarazioni di intenti” ma deve essere sostenuta, nel suo difficile e fondamentale compito di “agenzia educativa” delle cittadine e dei cittadini, attraverso interventi concreti da parte di uno Stato che dimostri di avere a cuore uno dei suoi cardini per la creazione di un Paese civile, moderno e democratico.
Episodi come quello accaduto, con un alunno che ha colpito una docente con pallini sparati per mezzo di una pistola ad aria compressa, il tutto filmato con un cellulare da un compagno di classe e subito condiviso, fotografano una situazione divenuta ormai insostenibile, dove sempre più spesso la Scuola si trova abbandonata a sé stessa nell’affrontare situazioni complesse per occuparsi davvero delle quali, nonostante tutto l’impegno profuso, non sempre vi sono gli strumenti adeguati.
Ed è qui che deve innestarsi un sinergico rapporto di collaborazione e sostegno delle Istituzioni preposte, con il necessario coinvolgimento delle famiglie, al fine di evitare che la Scuola, luogo dove quotidianamente si insegna la convivenza, il rispetto, l’inclusione, diventi “terreno di sfogo” di certi alunni che si sentono autorizzati a compiere gesti come quello appena descritto ma che presentano sicuramente difficoltà e disagi più profondi.
Va detto anche che, i continui tagli al personale, la precarietà cronica di una consistente parte di lavoratori, le risorse oggettivamente insufficienti, i molti edifici scolastici non a norma, le classi sovraffollate, l’esponenziale aumento dei carichi di lavoro (spesso senza “oneri per lo Stato”), sono alcuni dei fattori che hanno fatto sì che negli anni sia diventato molto complesso e difficile il lavoro dei docenti e di tutto il restante personale scolastico, mentre cresceva la delicatezza del rapporto con gli studenti con i quali vi è, ancor più che in passato, la necessità di svolgere un profondo lavoro culturale – in sinergia con tutti i riferimenti educativi – per condividere l’importanza del rispetto degli altri, della solidarietà e dell’inclusione.
La FLC CGIL di Rovigo e la CGIL di Rovigo esprimono massima solidarietà e vicinanza alla docente vittima del gesto inconsulto e auspicano che vengano intraprese tutte le azioni ritenute necessarie alla sua tutela ed al recupero di coloro che si sono macchiati di tale gravissimo gesto, in uno stretto rapporto anche con le famiglie degli studenti coinvolti.
Valter Ciancaglia, Segretario generale FLC CGIL Rovigo Pieralberto Colombo Segretario generale Cgil Rovigo



