Domenica 15 febbraio l’appuntamento proposto per gli amanti della musica antica è particolarmente ghiotto: si tratta dei tre Concerti che Johann Sebastian Bach ha dedicato a due clavicembali solisti ed archi, tre gemme preziose ma di non comune ascolto, a cui faranno seguito il 22/03 prossimo i concerti per tre e quattro clavicembali ed archi. Un’integrale che è frutto di un progetto artistico e prima ancora didattico coordinato da Federica Bianchi, docente di clavicembalo al Conservatorio rodigino, e che vede riuniti sulla scena un gruppo di valorosi giovani clavicembalisti, in parte ancora allievi del Conservatorio Venezze. In questo primo appuntamento la Bianchi, brillante solista riconosciuta fra i migliori talenti della sua generazione, sarà dietro le quinte, mentre si alterneranno a suonare tre coppie di solisti: Eleonora Luchetti e Simone Bassi Astolfi per il Concerto BWV 1060, Mattia Varisco e Anna Cortini per il Concerto BWV 1061, e Francesco Zaggia e Giovanni Calò per il Concerto BWV 1062. Agli archi ci saranno Giulio Tobia Signorile e Beatrice Giacca, violini, Giuditta Marcolini, viola, Caterina Colelli, violoncello e Paolo Iseppi, contrabbasso.
Si evidenzia che, rispetto al programma originale, questo concerto ha cambiato sede: si terrà infatti al Tempio della Rotonda, e non al Ridotto del Teatro Sociale, come originariamente annunciato, e ciò per permettere di accontentare le tante richieste del pubblico di partecipare all’evento.
Per Bach il clavicembalo era prima di tutto il compagno consueto e fidato con cui condividere la prediletta dimensione didattica e familiare del fare musica, ma il suo genio seppe anche trasformarlo in un solista dialogante con l’orchestra, aprendo così inesplorati e fertilissimi orizzonti al genere del concerto, anche tramite rielaborazioni di opere già scritte per altra occasione e altro organico. È proprio questo il caso sia del Concerto BWV 1060, che è la trascrizione da un concerto perduto per violino e oboe, memore del modello vivaldiano e probabilmente risalente agli anni di Köthen, sia del Concerto BWV 1062, ben più noto nella versione per due violini BWV 1043, mentre il Concerto BWV 1061 spicca per l’originaria destinazione cembalistica, confermata anche nella sua seconda versione, che è dedicata a due clavicembali soli.
Dunque, un appuntamento di indubbio interesse, che ancora una volta dimostra quanto sia proficua e vincente l’attitudine alla collaborazione che l’Associazione Venezze da sempre persegue con il Conservatorio e il Teatro Sociale, per realizzare un’offerta concertistica di grande valore e sicuro interesse.
Per informazioni, si può scrivere un messaggio al cell. n. 379 1322543 o una email a info@associazionevenezze.it .
La Stagione ha il patrocinio del Comune di Rovigo – Assessorato alla Cultura, della Fondazione per lo Sviluppo del Polesine in campo letterario, artistico e musicale e di Musincantus, ed è resa possibile grazie al sostegno di Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, Fondazione Banca del Monte di Rovigo (sponsor esclusivo per il concerto di Yoav Levanon), del Ministero della Cultura e della Regione del Veneto, oltre che alla collaborazione con il Teatro Sociale, il Conservatorio di Musica F. Venezze, l’Accademia dei Concordi e l’Accademia Stauffer di Cremona.



