Con riferimento alla DGR 751/2024, che offriva agli Ambiti Territoriali Sociali la possibilità di accedere a un bando regionale finalizzato all’attivazione di percorsi di selezione e inserimento lavorativo per persone in difficoltà e a rischio povertà, quanto accaduto nel nostro territorio rappresenta un fatto di estrema gravità politica e amministrativa. Le finestre per la presentazione delle domande erano chiaramente fissate al 1° settembre 2024, 1° gennaio 2025 e 1° settembre 2025. Per tre volte consecutive il Comune di Adria, capofila dell’ATS 19, non ha presentato alcuna candidatura. Non un ritardo, non una difficoltà tecnica, ma una totale assenza di iniziativa su un provvedimento di fondamentale importanza sociale. Il risultato è un danno diretto per la comunità e per le persone più vulnerabili, che avrebbero potuto beneficiare di strumenti e risorse messi a disposizione dalla Regione. L’assenza di iniziativa su tre finestre consecutive solleva interrogativi sulla gestione della delega al sociale nel periodo in cui era affidata all’Assessore Baratella Parliamo di risorse destinate a sostenere cittadini in condizioni di fragilità economica, a promuovere percorsi di inclusione lavorativa e a contrastare concretamente la povertà. In un contesto territoriale segnato da difficoltà occupazionali e crescente disagio sociale, perdere per tre volte consecutive questa opportunità non è una semplice dimenticanza: è una responsabilità politica precisa. Durante il periodo in cui la delega al sociale era affidata all’Assessore Baratella, l’ATS 19 è rimasto completamente fermo di fronte a un’occasione che altri territori hanno colto. L’inerzia dimostrata evidenzia una gestione superficiale e inadeguata di un settore delicatissimo, che riguarda direttamente le fasce più vulnerabili della nostra comunità. Il danno non è astratto: è un danno reale per famiglie, disoccupati, persone in difficoltà che avrebbero potuto beneficiare di percorsi di inserimento e di strumenti concreti di sostegno. A fronte di tre finestre temporali, non si può parlare di episodio isolato, ma di una mancanza reiterata e grave. La revoca della delega da parte del Sindaco rappresenta un atto dovuto e necessario, ma non cancella quanto accaduto. Accertata la responsabilità della mancata partecipazione al bando è giusto ricordare anche il voto negativo sempre dell’ assessore durante la sua delega per l’ assistenza scolastica per la disabilità. Il cambio di rotta togliendo le deleghe sfiduciando di fatto l’assessore è stato indispensabile e obbligatorio per iniziare a garantire maggiore competenza, attenzione e capacità di programmazione per un settore così delicato. Il sociale non può essere gestito con leggerezza o disattenzione. Il territorio merita serietà, presenza e capacità di intercettare ogni opportunità utile. Perdere tre occasioni consecutive significa aver fallito un compito fondamentale: quello di tutelare i più fragili. L’assessore dovrebbe quantomeno chiedere scusa alla città e ai comuni appartanenti all’ATS e rassegnare le proprie dimissioni come atto di presa di coscienza per il ruolo che ha ricoperto e che ricopre tuttora seppur in altre vesti. Rimane, infatti, un mistero la scelta di mantenere l’assessore tra i banchi della giunta nonostante l’inadeguatezza dimostrata in più occasioni.



