Di fronte al concreto rischio di perdere un servizio fondamentale per il nostro territorio, abbiamo assistito a un silenzio assordante. Un’assenza istituzionale che pesa come un macigno.
Dov’erano l’assessore regionale Mantovan, il senatore Amidei, il deputato Di Rubba e il sindaco di Adria Barbuiani? Da parte loro non è arrivata alcuna presa di posizione forte e pubblica a difesa del Punto Nascite di Adria.
C’è chi ha trovato il tempo di impegnarsi per il Pronto Soccorso di Porto Viro, chi ha sostenuto altre battaglie nazionali, chi continua ad assegnare il massimo dei voti all’ULSS 5 e chi, semplicemente, è rimasto in silenzio, lontano dalle reali esigenze del territorio polesano.
Eppure, come Impegno per il Bene Comune, avevamo inviato una PEC al sindaco di Adria offrendo la nostra piena disponibilità a collaborare, insieme alle altre forze politiche firmatarie, per sostenere iniziative concrete a difesa del Punto Nascite. Non abbiamo ricevuto alcuna risposta. Un’occasione persa per costruire un fronte unitario nell’interesse esclusivo dei cittadini.
Ora non resta che attendere le decisioni della Direzione Generale dell’ULSS 5.
Ma una domanda è inevitabile: è stato davvero fatto tutto il possibile per reperire il personale ostetrico necessario a garantire la continuità del servizio? Oppure questa emergenza è diventata l’occasione per mettere definitivamente la parola fine a un reparto che, nonostante il forte calo demografico, ha rappresentato per decenni un presidio sanitario essenziale per migliaia di famiglie?
Il nostro pensiero va innanzitutto ai professionisti del Dipartimento Materno Infantile, che con competenza, sacrificio e dedizione hanno sempre lavorato per mantenere vivo questo servizio. A loro va il nostro rispetto.
Resta invece l’amarezza nel vedere come, in campagna elettorale, molti abbiano assicurato che l’Ospedale di Adria non sarebbe stato ridimensionato, salvo poi scomparire proprio nel momento in cui sarebbe stato necessario difenderlo con determinazione.
Noi non ci rassegniamo.
Impegno per il Bene Comune continuerà a schierarsi senza esitazioni dalla parte dell’Ospedale di Adria, dei suoi operatori e di tutti quei servizi che rappresentano un diritto irrinunciabile per un territorio complesso e particolare come il nostro.
Difendere l’ospedale significa difendere il futuro della nostra comunità. E su questo non faremo mai un passo indietro.



