Nel documento approvato oggi all’unanimità da maggioranza e opposizione sono presenti molte delle richieste avanzate durante il Consiglio monotematico del 24 settembre.
Si tratta di un atto politico che non vincola direttamente il Comune: per questo, ora ci aspettiamo atti amministrativi concreti, tempestivi e coerenti con gli impegni assunti.
Tra i punti principali, il Comune si impegna a coinvolgere Arpav e Ulss per un’istruttoria approfondita sugli impatti sanitari e ambientali del progetto, con particolare attenzione alla popolazione scolastica, agli effetti cumulativi con gli altri impianti presenti e all’attuale qualità dell’aria e dell’ambiente.
È prevista inoltre una verifica della classificazione di insalubrità, l’applicazione del principio di precauzione e l’utilizzo di tutti gli strumenti a disposizione dell’Amministrazione per tutelare la salute pubblica, anche nell’ambito della Conferenza dei Servizi.
Il Comune dovrà inoltre comunicare a quale ente o istituzione verrà affidata la perizia indipendente annunciata dall’Amministrazione e si è impegnato a sostenere economicamente eventuali azioni legali che dovessero rendersi necessarie.
Sono impegni che accolgono quasi tutte le nostre richieste. Gli unici punti disattesi riguardano il tavolo di confronto permanente con i comitati per lo sviluppo dell’area e la Commissione d’Inchiesta che a nostro avviso avrebbe chiarito gli eventi politici più o meno noti inerenti la questione FIR e avrebbe ricucito il patto di fiducia tra politica e cittadini, alla luce anche delle dichiarazioni del Sindaco volte a dissipare ogni dubbio sulla vicenda.
Ora, però, attendiamo i fatti.
La questione riguarda anche il ruolo che il Comune ha scelto di esercitare fin dall’inserimento del territorio nella ZLS. Nel 2024 l’Amministrazione ha scelto di delegare alla Regione il vaglio degli insediamenti, lasciandosi un margine di intervento più limitato. Il procedimento prevede strumenti di semplificazione e una Conferenza dei Servizi nella quale il dissenso del Comune deve essere adeguatamente motivato sulla base di ragioni tecniche, ambientali o di vincoli giuridici, legati per esempio al rischio allagamenti.
Per questo riteniamo fondamentale verificare tutti gli elementi oggettivi che possono consentire al Comune di tutelare il territorio, a partire dalla situazione idraulica dell’area.
La richiesta di integrazioni dell’Ufficio Urbanistica del Comune di Rovigo del 19 agosto evidenzia infatti una classificazione dell’area come a rischio idraulico. Dalla documentazione richiamata risulterebbe, infatti, che l’area sia classificata come zona allagabile a media pericolosità P2, con tirante idrico superiore a 2 metri, nonché ricompresa in un perimetro a rischio idraulico medio R2.
Abbiamo, quindi, chiesto un incontro con l’Autorità di Bacino, il Consorzio di Bonifica Adige Po, per comprendere la situazione e le eventuali conseguenze sulla posizione che gli enti potranno assumere in Conferenza dei Servizi.
Il Comune non dispone di un veto assoluto, ma ha il dovere di utilizzare fino in fondo gli strumenti tecnici e amministrativi a sua disposizione, compresa la possibilità di impugnare gli atti davanti al TAR.
Ora chiediamo agli enti competenti di esercitare pienamente il loro ruolo di tutela: per il nostro territorio, per la nostra salute, per i nostri bambini.
Comitato NO FIR Rovigo



