

«I dati dell’osservatorio Vega sugli infortuni sul lavoro relativi al semestre gennaio – giugno 2025 segnalano una vera e propria strage, che le nuove misure a tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori non sono riuscite a fermare e nemmeno ad arginare. La provincia di Rovigo, che nei primi sei mesi del 2024 si era rivelata la più virtuosa, con 0 morti sul lavoro, ne conta ora ben due. L’incidenza degli infortuni mortali sugli occupati è passata così da 0 a 20, portando il Polesine dall’essere una delle aree con l’incidenza di mortalità sul lavoro tra le più basse a livello nazionale a superarla di oltre il 125% (da zona bianca a zona rossa, secondo la classificazione Vega).
Se la strage continua, nonostante le nostre proposte e un aumento dell’attenzione sul tema della sicurezza sul lavoro da parte di molte aziende e anche delle istituzioni, è segno che bisogna fare di più. La Cisl ritiene che la chiave per affrontare il tema della sicurezza sul lavoro sia la partecipazione dei lavoratori nei processi decisionali dell’azienda, migliorando le relazioni industriali e promuovendo un’organizzazione del lavoro che garantisca il rispetto delle leggi e delle regole. Questo a vantaggio anche della produttività, rafforzando il ruolo degli Rls, che oltre a vigilare sul rispetto delle norme di sicurezza, svolgono un ruolo propositivo sulle misure di tutela all’interno delle aziende. La cultura della sicurezza sul lavoro va diffusa fin dai banchi di scuola e rivolta non soltanto agli istituti professionali, ma inserita nei programmi didattici.
Come confermano lo Spisal e il nucleo Ispettorato del Lavoro dei Carabinieri, le violazioni riscontrate sono molte e tra queste la più frequente riguarda la mancata formazione. Ci sono ancora datori di lavoro che tentano di farla pagare ai dipendenti. Il nostro intento è quello di rendere più efficacie la normativa esistente, mettendo in campo tutti i progetti, le iniziative e le risorse necessarie perché le misure a tutela della salute e della sicurezza siano più conosciute, più applicate e più monitorate. Per questo, soprattutto in un momento di transizione come questo, vogliamo innanzitutto rafforzare la formazione, rivolta non solo ai lavoratori, ma anche ai datori di lavoro, come previsto dal recente accordo Stato-Regioni, perché comprendano che il rispetto delle regole non è un costo per l’azienda, ma un vantaggio per tutti.
È urgente un aumento degli organici degli enti preposti ai controlli, primi tra tutti lo Spisal, e azioni concrete per individuare le responsabilità di chi non rispetta le regole.~Per questo vigileremo su una rapida attuazione del piano strategico triennale approvato dalla Regione Veneto per la tutela della salute e sicurezza sul lavoro. E sull’applicazione del piano integrato per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, approvato lo scorso dicembre dal ministero, che ha tra i suoi obiettivi la realizzazione di progetti finalizzati ad aumentare la consapevolezza dei lavoratori sulla tutela della loro sicurezza. Occorre uno sforzo congiunto tra associazioni datoriali, organizzazioni sindacali e istituzioni. La sicurezza dei lavoratori dev’essere al primo posto di ogni contrattazione e ogni accordo. I lavoratori devono sentirsi partecipi di un cambiamento vero, tutelando se stessi e gli altri».
Paola Guidolin
Segretaria territoriale Cisl Padova Rovigo

