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La Cisl Padova Rovigo incontra i candidati Bovolenta e Nicoletti

I candidati polesani del terzo polo Giacomo Bovolenta e Manuela Nicoletti hanno incontrato nella sede della Cisl Padova Rovigo di viale Tre Martiri il segretario generale Samuel Scavazzin e la dirigenza del sindacato per un confronto sui temi del lavoro e della crisi economica. Nell’introdurre l’incontro, Scavazzin ha stigmatizzato la mancanza di progettualità condivisa per lo sviluppo del territorio polesano. «Il tavolo su questo tema è rimasto silente per anni – ha osservato – Ora molte speranze si concentrano sulla Zls, ma a parte i ritardi nell’approvazione del decreto istitutivo, il progetto così com’è rischia di non rendere il territorio più attrattivo per le imprese e di non portare quindi grandi vantaggi. Abbiamo bisogno di invertire la tendenza alla denatalità permettendo ai giovani di stabilirsi in Polesine e di programmare qui il loro futuro».

I dirigenti sindacali hanno quindi illustrato le problematiche più urgenti per lavoratori e pensionati. «E’ paradossale che esponendo il nostro programma in Confindustria e in una sede sindacale si riscontrino reazioni analoghe – ha detto Bovolenta – e questo è un segno della gravità della situazione. Industriali e lavoratori hanno gli stessi problemi e dobbiamo remare tutti nella stessa direzione. Abbiamo una grande opportunità che sono i fondi straordinari del Pnrr e dobbiamo sfruttarli al massimo. Ho visitato molte realtà dei vari settori produttivi. Dopo il problema energetico, quello che preoccupa di più è la mancanza di personale. Mancano le materie prime: in tutti i settori, dall’agricoltura all’edilizia, sarà fondamentale garantire un servizio di approvvigionamento a livello nazionale e internazionale. La guerra in Ucraina ha fatto emergere una situazione che era già compromessa. Dobbiamo spingere sulla formazione e investire su questo i fondi del Pnrr, perché siamo a un passaggio generazionale fondamentale».

Manuela Nicoletti ha messo l’accento sulla necessità di lavorare insieme per un’occupazione di qualità. «Ho sempre lavorato nella sanità e quella è la mia competenza principale. Le strutture sanitarie e quelle per anziani applicano una quantità di contratti di lavoro diversi. Non è giusto che le strutture in difficoltà per sopravvivere esternalizzino alcuni servizi rivolgendosi alle cooperative per spendere meno. E’ necessario che chi fa l’operatore sociosanitario abbia un contratto nazionale, uguale per tutti».

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