La realtà è molto più concreta e meno strumentale: per anni le scelte sono state condizionate da valutazioni tecniche e istituzionali, non da capricci politici. Il percorso sull’ex questura, ad esempio, è stato portato avanti perché indicato come soluzione dal Ministero, salvo poi essere bocciato dagli stessi tecnici come “antieconomico” e impraticabile .
Allo stesso modo, sul tema della caserma Silvestri, non è mai mancata una disponibilità politica: anzi, è sempre stata considerata una buona opzione. Ma chi conosce davvero le carte sa che il nodo era (ed è) il Demanio, che ha dato risposte nette e vincolanti nei confronti del Ministero della Giustizia, frenando più volte quella strada e indicando come unica strada il suo utilizzo come polo archivistico anche per Venezia.
Quindi basta semplificazioni: non c’è mai stato un “no” politico alla Silvestri. C’è stato un iter complesso, fatto di pareri tecnici, interlocuzioni istituzionali e stop formali che non dipendevano dal Comune.
Oggi dire il contrario è facile. Ma è altrettanto facile fare demagogia spiccia ignorando anni di atti, incontri e risposte ufficiali.
Fonte: https://www.archliving.it/progetti/ex-caserma-silvestri/



