Il 25 Novembre come ogni anno è stata la giornata internazionale contro la Violenza di genere. Questa data profondamente significativa costituisce il momento dell’anno in cui si nota un incremento delle manifestazione e delle mobilitazioni permettendo di far sentire la propria voce con maggior clamore. Pertanto mobilitarsi e fare rumore durante questa giornata è fondamentale per dimostrare alla nostra società la quantità d’individui disposti a lottare e che esigono di essere ascoltati. Tuttavia la lotta per l’eliminazione della violenza di genere non dovrebbe limitarsi unicamente al 25 Novembre ma protrarsi indipendentemente dalla ricorrenza poiché l’attualità e la concretezza del tema lo richiedono con urgenza.
L’impellenza di ciò è giustificata da dati decisamente preoccupanti rilevanti di recente.
92 i femminicidi registrati da gennaio 2025 in Italia il che attesta la scarsa sicurezza che il nostro Stato garantisce.
60% è la percentuale dell3 ginecolog3 obbiettor3 di coscienza, rappresentazione della violenza istituzionale che rende quasi inaccessibile un servizio sanitario fondamentale.
l’affossamento del DDL consenso che avrebbe confermato una volta per tutte “se non c’è consenso è stupro”, la quasi completa negazione dell’educazione psico-sessuo-affetttiva nelle scuole, dimostrata dal fatto che un giovane su due non abbia mai ricevuto istruzione in mataria e la sempre più ricorrente banalizzazione della violenza come un “raptus” o un damma privato sono ulteriori dimostrazioni della necessità di intervenire al più presto.
“È fondamentale praticare la prevenzione come responsabilità e pratica collettiva. Rendersi conto che ogni forma di manifestazione, anche la più piccola, contro una società in cui il retaggio patriarcale sussiste e non accenna a sradicarsi è indispensabile per mandare avanti il processo dedito alla creazione di spazi sicuri, accessibili, egualitari e transfemministi.” Dichiara Matilde Gemma Vigato, Cooridnatrice della Rete degli Studenti medi di Rovigo.
Per questo motivo a seguito dei diversi interventi delle realtà della provincia di Rovigo nella giornata del 25 novembre, CGIL, Rete degli Studenti medi, Spazio T e Centro Antiviolenza del Polesine hanno organizzato un evento open mic per discutere e sensibilizzare sull’argomento della Violenza di genere, accogliendo testimonianze e interventi a riguardo.
L’evento si terrà il giorno 13 Dicembre presso Spazio T (Vicolo Duomo 4, RO) alle ore 17.00.
Sarà presentato e coordinato da Alessia Spinolla, esecutivo regionale della Rete degli Studenti medi del Veneto.
Interverranno poi Loredana Arena e Annalisa Ghisellini. Psicologa e avvocata che lavorano con impegno e professionalità in due ambiti fondamentali del Centro Antiviolenza del Polesine (CAV), che offre supporto piscologico, sociale e legale gratuito a donne vittime di violenza di ogni tipo(domestica, sessuale, economica e stalking), sono accomunate dalla volontà di riuscire a creare uno spazio sicuro e spogliato dei pregiudizi, per coloro che si avvalgono di richiedere aiuto al CAV.
L’importanza delle testimonianze è cruciale per una maggiore e più efficace sensibilizzazione. Per questo di grande rilevanza sarà l’intervento di Isabella Zagra, impegnata anche come delegata sindacale all’interno di un azienza metalmeccanica, che porterà la sua preziosa esperienza.
Successivamente a questi interventi si terrà l’Open Mic o microfono aperto in cui ogni persona partecipante all’evento potrà fornire una testimonianza (personale o anonima), un’opinione o chiarire una propria perplessità. La presenza degli studenti della Rete degli Studenti medi di Rovigo, inoltre, offrirà la possibilità di relazionarsi con la prospettiva dei più giovani e come l’argomento della Violenza di Genere viene vissuto e affrontato nell’ambiente scolastico e nella loro quotidianità.
A fare da cornice a questo evento sarà la mostra fotografica di Anna Biscuola, fotografa nel tempo libero da quasi 10 anni che ha esposto i suoi scatti in svariate mostre per presentare la sua opinione sui diritti umani. “Violence: il tempo è vita” racconta attraverso le foto, storie di violenza che le donne subiscono da parte del proprio compagno.
“Stop Violence non deve essere uno slogan affisso al muro che si sbiadisce alle intemperie, ma deve invece crescere, come valore, nel cuore delle generazioni a venire e questo si fa con il nostro esempio” –Anna Biscuola.
A chiudere l’evento con un momento musicale sarà Mattia Kaloxs, giovane cantautore Lucano, attualmente trasferitosi a Rovigo per studiare canto pop-rock al conservatorio, porta con sé la passione per la musica sin dall’infanzia. In età adolescenziale prende in mano la penna e inizia a scrivere le sue prime canzoni, grazie a questo il suo percorso fiorirà fino ad arrivare ad aprire concerti per Alfa, Bnkr44, Madman ed esibirsi su molti altri palchi.
-Valentina Milan, Rete degli Studenti medi di Rovigo.