

Il fatto che, per la prima volta, venga sospesa la seduta del consiglio comunale e poi prosegua solo grazie alla benevole presenza di una parte dell’opposizione rappresenta un grave segnale politico: è il frutto di intendere l’azione politica con supponenza e prevaricazione, senza alcuna capacità di ascolto e di confronto.
Il sindaco, purtroppo, è affiancato in questo atteggiamento da chi, da un lato, lavora per affossarlo con l’obiettivo di prenderne il posto alle prossime elezioni e, dall’altro, da chi lo consiglia male, ostentando arroganza politica e strategie deleterie e controproducenti.
Pensare di poter agire senza confronto, ignorando un dialogo leale e democratico con tutti i consiglieri, è una visione miope che ha sempre portato al fallimento.
La mancata estensione delle fasce di esenzione ISEE per Irpef, Imu e altri tributi, unita all’aumento dei costi per servizi scolastici, mense, palestre e attività essenziali per le famiglie più fragili, stride fortemente con la recente nomina di un costoso assessore alle “varie ed eventuali”.
Un incarico di dubbia utilità, che rappresenta da un lato una cattiva gestione delle risorse pubbliche e dall’altro una scarsa sensibilità verso chi ogni giorno fa i conti con la fatica di vivere.
Inoltre, è opportuno ricordare che l’assessore in questione aveva dichiarato pubblicamente che non avrebbe accettato incarichi senza la delega alla Polizia Municipale. Oggi quella delega non c’è, ma l’assessore è stato comunque “accontentato”, con deleghe marginali che nulla hanno a che vedere con una reale utilità amministrativa.
Oggi quella delega non c’è, ma l’assessorato è comunque arrivato. È forse questo il vero senso della coerenza e della buona politica?
Questo modo di fare politica umilia anche la destra sociale, portando a uno spreco di denaro pubblico che rasenta il danno erariale, mentre si penalizzano le fasce più deboli.
Infine, resta un grande punto interrogativo: dove sono le strategie pluriennali per il rilancio della città?
Per ora, ci troviamo di fronte a un pacco natalizio pieno di contraddizioni e malumori.
Antonio Rossini
Capogruppo “Noi per Rovigo”


