Si sta per chiudere un altro anno di sport anche nel Polesine ed è tempo di bilanci anche per il Coni di Rovigo e per il suo Delegato Provinciale.
“Partirei dal 2026 – afferma Lucio Taschin, riconfermato a primavera alla guida dell’importante istituzione sportiva – Il 20 gennaio avremo la fiaccola olimpica anche a Rovigo e devo dire che è una bella soddisfazione. Non cambieranno le cose dal punto di vista pratico ma è un simbolo che non va trascurato”.
Quanto è importante questo passaggio anche per una provincia come la nostra?
“Tanto e poco. Dipende da che visione si ha dello sport in generale e da quanto si crede possa trasmettere un evento gigantesco come le Olimpiadi. Io per natura sono ottimista e per questo dico che ogni singola opportunità va colta e possibilmente usata a nostro favore”.
Ci dica un tema a Lei particolarmente caro per lo sport polesano.
“Direi che la battaglia a cui tengo di più è cambiare l’approccio della cultura sportiva in tutte le sue componenti fondamentali: dirigenti sportivi e amministratori pubblici. Da un lato dobbiamo capire che il detto ‘qui si è sempre fatto così’ ha i minuti contati. Dall’altro, se chi governa un territorio non intuisce che può usare la leva sportiva come un grande trampolino di lancio per una serie di iniziative sociali, sportive, economiche e culturali, andiamo poco distanti. In questo contesto insieme con il Prefetto di Rovigo Franca Tancredi stiamo facendo un ottimo lavoro di squadra per arrivare a colpire le ‘anime’ di chi porta avanti la nostra comunità”.
Quali iniziative concrete si potrebbero realizzare subito?
“La più importante è ragionare ‘insieme’ per progettare ‘insieme’. Con l’anno nuovo grazie anche al gruppo dei fiduciari Coni gireremo il Polesine e chiederemo agli amministratori di sedersi con noi insieme alle Associazioni Sportive Dilettantistiche. Sarà una ‘provocazione costruttiva’ e vedremo dove riusciremo ad arrivare”.
Come sta il Coni in generale?
“Devo dire che qualcuno si ricorda ancora il Coni con una Giunta, un budget e risorse da allocare. Tempi passati! Non abbiamo mai negato che come sistema il territorio potrebbe essere trattato meglio. Il nostro presidente regionale è impegnato costantemente a ribadire il ruolo di un Coni che comunque nella nostra regione ‘consegna’ direttamente o indirettamente alle Asd oltre un milione di euro e in provincia di Rovigo, grazie soprattutto alla Fondazione Cariparo, arrivano importanti risorse per chiunque gestisca un settore giovanile. E’ un lavoro che ritengo ancora importante anche se c’è molto da fare per ricostruire la cosiddetta mission“.
Il 2025 si sta chiudendo e non sono mancati momenti di grande promozione dello Sport.
“E’ vero – continua il delegato provinciale del Coni – Parlando un po’ fuori dagli schemi, come piace a me, ne abbiamo combinate di tutti i colori. Contestualmente alla Cerimonia delle benemerenze sportive siamo riusciti ad inserire anche ad inizio anno un ruolo fondamentale per le amministrazioni comunali e a inizio dicembre a valorizzare il bando Sportivamente della Fondazione Cariparo, che è veramente tanto ma tanto importante per lo Sport del Polesine. A settembre inoltre i Festival dello Sport hanno colorato il centro di Rovigo. Sono stati bei momenti dove tutti abbiamo vinto”.
Il mondo dello Sport rodigino vi riconosce una grande energia. Da dove nasce esattamente?
“Dalla passione. Per lo sport e per quello che può fare. E dal senso di responsabilità ovvero l’arte di saper rispondere più che possiamo ai bisogni delle nostre Asd e dei Comuni che fanno quadrato e che lottano tutti i giorni per aiutare la loro comunità. Devo ringraziare gli amici fiduciari. Quelli attuali e quelli passati perché il territorio è giusto presidiarlo. Ora la squadra è quasi al completo e manca solo la zona di Lendinara all’appello, ma Luigino Pelà in bassopolesine, Jonathan Pasquali ad Adria e dintorni, Paola Gazzi in Alto Polesine, Silvia Malanchin a Badia Polesine, Renzo Galvan nella parte rivierasca con Occhiobello in testa e Federico Brancalion, Enrico Pozzato e Angelo Rossi a Rovigo stanno già facendo un ottimo lavoro. A gennaio ci troveremo per scrivere insieme il programma. Ci tengo a dire ‘insieme’ perché solo così le cose possono accadere”.
Qual è l’augurio che si sente di fare al mondo sportivo della provincia di Rovigo?
“Di essere in grado di rompere gli schemi, di proporsi in maniera importante anche per progetti sfidanti. Di non avere paura di farlo perché abbiamo una potenza enorme. E alla grande comunità degli amministratori pubblici chiedo di darci fiducia, di metterci alla prova perché siamo anche una grande comunità sociale, fondamentale per crescere le persone con la P maiuscola”.



