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Sempre meno sportelli, sempre più desertificazione

«Il piano delle chiusure di filiali previste nel 2025 da Intesa Sanpaolo, comunicato nei giorni scorsi alle organizzazioni sindacali del Gruppo e che prevede ulteriori 300 e più accorpamenti in tutta Italia, dei quali 13 nei territori di Padova e Rovigo, rappresenta l’ennesimo impoverimento al tessuto sociale di zone già economicamente in difficoltà, quali la bassa padovana e il polesine. Prosegue, inesorabile, quella desertificazione bancaria che First Cisl denuncia e monitora ormai da anni tramite il proprio osservatorio. Un fenomeno a cui contribuiscono tutte le aziende bancarie, in particolar modo i grandi gruppi, che dietro al paravento della digitalizzazione della clientela celano obiettivi di riduzione dei costi, rappresentati dalle sedi fisiche e dal personale. Le prossime chiusure colpiranno molte piccole realtà comunali, le quali attualmente hanno nella filiale bancaria uno dei capisaldi della vita comunitaria, perno dell’economia locale, servizio importante e punto di riferimento non solo per le questioni prettamente legate alle esigenze finanziarie, in particolare per le fasce più deboli della popolazione, che saranno peraltro costrette a spostarsi talvolta anche di parecchi chilometri, prima di trovare uno sportello», dichiara Alessandro Pani, segretario responsabile First Cisl Padova e Rovigo, in merito al piano delle chiusure presentato dal primo gruppo bancario italiano, che nel giro di quattro anni passerà così da 3300 a 1800 punti operativi in tutto il Paese.
Una forte riduzione della presenza sul territorio – quelli padovano e rodigino caratterizzati in passato dalla capillare diffusione degli sportelli della ex Cassa di Risparmio del Veneto, prima ancora Cariparo – che si accompagna al piano uscite per esodo e pensionamento che coinvolgerà nei prossimi anni novemila lavoratrici e lavoratori del gruppo, sostituiti da circa 3500 giovani, almeno 2000 dei quali saranno però assunti con la formula del contratto misto (due giorni a settimana da dipendenti e tre da liberi professionisti a partita iva).
In particolare, il piano prevede a giugno la chiusura delle filiali di Agna (inglobata da Anguillara Veneta), Piacenza d’Adige (Badia Polesine), San Giorgio in Bosco (Cittadella), Villa Estense (Este), Arquà Polesine (Polesella), Canaro (Santa Maria Maddalena), Crespino (Polesella), Fratta Polesine (Costa di Rovigo) e Pettorazza Grimani (Anguillara Veneta).
Ad ottobre, nel centro di Padova lo storico Monte di Pietà confluirà nella grande filiale di piazza Eremitani inaugurata lo scorso dicembre (a sua volta frutto dell’unione di due storiche sedi), Sarmeola ingloberà Rubano, Ariano nel Polesine si sposterà su Porto Viro e Loreo verso Rosolina.
Dati aggiornati sul fenomeno della desertificazione bancaria e sulle sue ripercussioni sono reperibili al link https://www.firstcisl.it/osservatorio-desertificazione-bancaria/regione-veneto/ .

 

First Cisl Padova Rovigo
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