Il TAR del veneto ha accolto il ricorso di un gruppo di cittadini di Sarzano, affiancati dalla associazione WWF, contro la realizzazione di un grosso impianto per la produzione di biometano da parte della ditta APIS RO1 nella frazione stessa.
Dina Merlo, consigliera del Forum dei cittadini, ricorda che nei mesi scorsi sono state sollevate critiche e proteste da parte dei residenti verso questo impianto che poteva stravolgere e danneggiare la salute e la qualità della vita nella frazione di Sarzano. Le problematiche sul traffico, gli odori, le emissioni, i prelievi di acqua di falda e gli scarichi, hanno animato incontri pubblici e interessato anche il Comune di Rovigo, che aveva espresso parere positivo.
La sindaca Cittadin in un incontro pubblico aveva apertamente sconsigliato i cittadini di ricorrere, perché avrebbero sprecato soldi senza risultato. Cittadin ha anche rifiutato in un consiglio comunale monotematico di partecipare insieme ai cittadini al ricorso, modificando il parere comunale in auto tutela.
Il Comitato di Sarzano, che nel frattempo si è costituito, ha convintamente perseguito e motivato un ricorso al Presidente della Repubblica, verso il quale si sono opposti oltre alla ditta APIS anche il Comune di Rovigo e la Regione Veneto, che hanno anche preteso l’immediato trasferimento al TAR del ricorso. Alla discussione del ricorso presso il TAR, i cittadini di Sarzano si sono visti come controparte non solo la ditta APIS, ma anche il Comune di Rovigo e la Regione del Veneto, che hanno sostenuto la validità del progetto APIS. Una profonda delusione da parte dei residenti visto che in altre situazioni analoghe le amministrazioni comunali sono state sempre dalla parte dei cittadini e non contro.
L’ex sindaco Edoardo Gaffeo, interviene nel merito sottolineando che questo ricorso ha evidenziato come fondamentale il rispetto delle norme ambientali sull’utilizzazione agronomica dei digestati e ha portato al centro dell’attenzione il futuro dello sviluppo economico del Polesine, che deve essere compatibile con le attività produttive di qualità, con il sostegno al settore agricolo e alla valorizzazione delle tradizioni agroalimentari locali. Uno sviluppo economico e produttivo sostenibile per la salute e la qualità della vita, se vogliamo che Rovigo diventi una città attrattiva e si inverta la tendenza alla riduzione del numero di abitanti.
Dina Merlo

Edoardo Gaffeo


