Le organizzazioni sindacali dei metalmeccanici esprimono apprezzamento per la convocazione del tavolo presso la Prefettura, che si è svolto oggi alla presenza del Prefetto, di Confindustria e degli enti coinvolti nella richiesta di incontro avanzata venerdì scorso (vedi presenze nel verbale). Un confronto importante, per affrontare anche localmente la crescente emergenza rappresentata dalle elevate temperature nei luoghi di lavoro e le conseguenze che queste producono sulla salute, sulla sicurezza e sul benessere delle lavoratrici e dei lavoratori.
Sottolineando che il problema non riguarda esclusivamente il settore metalmeccanico ma l’insieme dei luoghi di lavoro del nostro territorio, ma proprio perché le misure oggi disponibili non sono sufficienti a garantire risposte adeguate, in particolare nei luoghi di lavoro al chiuso, si è resa necessaria l’iniziativa delle organizzazioni sindacali metalmeccaniche, rappresentando l’importanza e necessità di aprire la discussione nelle singole realtà produttive.
Dispiace e contestiamo che da parte di Confindustria non è emersa la disponibilità ad aprire una contrattazione sul tema nelle singole aziende, ma la sola disponibilità ad affrontare la questione nell’ambito dei tavoli previsti dal Decreto Legislativo 81/2008 sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Pur ritenendo insufficiente l’approccio proposto di Confindustria, diventa comunque di primaria importanza ampliare spazi e percorsi di concertazione che consentano ai Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) di intervenire in modo tempestivo e incisivo nelle situazioni di rischio.
È infatti emerso con chiarezza come il quadro normativo attuale, costruito in una fase storica profondamente diversa da quella odierna, non disponga degli strumenti adeguati per rispondere a un fenomeno che, anche a causa dei cambiamenti climatici, sta assumendo carattere strutturale. In assenza di soluzioni normative specifiche, o di soluzioni purtroppo parziali, l’azione sindacale e il confronto nei luoghi di lavoro rappresentano oggi l’unico strumento immediatamente praticabile per prevenire situazioni di pericolo.
Si è ribadito, in particolare ai rappresentanti dell’ULSS, la necessità che i malori e gli eventi legati all’esposizione a temperature estreme devono essere correttamente riconosciuti e trattati come infortuni sul lavoro, affinché tali episodi non vengano sottovalutati e possano contribuire a una più corretta valutazione dei rischi presenti negli ambienti produttivi.
Oltre agli strumenti di prevenzione e di riduzione del disagio attuati nelle singole organizzazioni del lavoro, particolare attenzione è stata dedicata alla necessità di investimenti strutturali. E’ stata evidenziata la necessità di favorire l’accesso delle imprese a finanziamenti Inail destinati all’ammodernamento degli impianti e degli ambienti di lavoro. Il tavolo, attraverso la Direttrice Inail presente, si è impegnato a farsi promotore dell’implementazione di tali opportunità all’interno dei bandi ISI nazionali, affinché possano diventare uno strumento concreto per sostenere gli interventi necessari.
Dobbiamo purtroppo anche prendere atto che molte delle situazioni oggi presenti nelle aziende non troveranno una risposta concreta nel breve periodo. Per questo motivo, laddove le condizioni climatiche e organizzative dovessero determinare rischi per la salute e la sicurezza delle persone, continueremo a intervenire nei singoli siti produttivi, arrivando, quando necessario, anche alla sospensione delle attività lavorative.
Parallelamente, riteniamo indispensabile rendere più facilmente attivabili e maggiormente accessibili gli strumenti di sostegno al reddito da garantire alle lavoratrici e ai lavoratori nei casi in cui la sospensione delle attività si renda necessaria per motivi di sicurezza.
La priorità resta quella di garantire il lavoro in condizioni sicure. Per questo, la risposta più efficace e duratura rimane l’investimento strutturale sugli ambienti produttivi, a partire da sistemi che riducano la temperatura ed incidano profondamente sul microclima nei singoli reparti. Una prospettiva di lungo periodo che può trovare un importante sostegno nelle misure promosse dall’Inail e che richiede l’assunzione di responsabilità da parte di tutti i soggetti coinvolti, in primis le parti datoriali.
Le organizzazioni sindacali continueranno a monitorare l’evoluzione della situazione e a promuovere ogni iniziativa utile affinché il diritto alla salute e alla sicurezza nei luoghi di lavoro non sia mai subordinato alle esigenze produttive.
FIM CISL Padova/Rovigo, FIOM CGIL Rovigo, UILM Rovigo



