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Il Comune di Crespino rischia il default, ma la sua maggioranza diserta

Il Gruppo consiliare di minoranza “Insieme per Crespino” ha inviato un comunicato relativo all’ultima seduta di Consiglio Comunale, andata deserta per assenza dei consiglieri di maggioranza. La situazione sembra incandescente per quanto riguarda la mancata approvazione del Bilancio 2025. Di seguito il lungo e drammatico comunicato.

Prendiamo atto che, ancora una volta, questa maggioranza non è in grado di garantire il numero legale. Siamo ben oltre il limite della decenza politica. Stasera la maschera è definitivamente caduta: la Vostra maggioranza non esiste più. E il prezzo di questo fallimento è una paralisi amministrativa inaccettabile per Crespino.

Avete convocato questo Consiglio per discutere atti cruciali, scadenze molto importanti che peseranno sulle tasche dei nostri concittadini:

  • un Rendiconto finanziario 2025 da approvare ben oltre i termini consentiti, che scoperchia un passivo altamente significativo di oltre mezzo milione di euro, che è anche il frutto finale di politiche e scelte amministrative che vanno indietro negli anni;
  • una pesante variazione di Bilancio per tappare questo buco;
  • il riconoscimento di un consistente debito fuori bilancio;
  • la necessità di ricostruire commissioni svuotate dalle dimissioni dei Vostri stessi Eppure, davanti a queste scadenze così importanti, il Sindaco non ha nemmeno i numeri per aprire la seduta. C’è chi, pur avendo responsabilità enormi in questa e nella precedente consigliatura, stasera ha preferito disertare. Il Comune di Crespino è fermo, ostaggio di faide interne lontane dal bene comune.

All’Opposizione non interessano le vostre dinamiche di corridoio. A noi interessano le sorti di questa comunità e di istituzioni strategiche come la nostra Casa di Riposo. Un patrimonio pubblico su cui per anni sono state investite risorse ed energie importanti e che oggi rischia di restare al palo. Vi assumete una responsabilità enorme. Vi abbiamo chiesto conto di questo con un’interrogazione formale il 6 maggio scorso: la vostra risposta? Il silenzio assoluto.

Le Vostre assenze di stasera sono l’ultimo sintomo di un male profondo. Lo avevamo già denunciato il 20 maggio, all’indomani delle dimissioni del vicesindaco Alberghini. Anche a quell’interrogazione non avete risposto, ma il banco vuoto di stasera parla da solo. In due anni l’amministrazione Malaspina ha perso pezzi continuamente: si sono dimessi ben quattro consiglieri (Zanforlin, Carletti, Bordin, Zambelli), e ora il vicesindaco. Oggi è chiaro: l’impegno di Alberghini verso di Voi è finito. Mancano tre anni alla fine del mandato: come pensate di reggere con una maggioranza polverizzata, una macchina amministrativa in grossissimo affanno (senza ragioniere, senza servizi sociali, senza vigile) ed una situazione finanziaria critica?

Se il Sindaco non ha i numeri per aprire il Consiglio, significa che non ha più i numeri per governare. L’unica scelta dignitosa rimasta è rassegnare le dimissioni e restituire la parola ai Cittadini.

Volete davvero continuare così? Avete letto l’atto della Corte dei Conti dello scorso 5 giugno? Le loro parole sono pietre. Citiamo testualmente “La situazione evidenziata richiede la riorganizzazione dell’intera gestione amministrativo-contabile per una tangibile inversione di tendenza, che doverosamente l’Amministrazione è chiamata a compiere con decisione e tempestività, al fine di salvaguardare gli equilibri di bilancio e il rispetto dei vincoli posti a salvaguardia delle esigenze di coordinamento della finanza pubblica”.

E la Corte dei Conti aggiunge che queste gravi e ripetute criticità gravano sull’Ente da molti anni, asseverando quindi problemi di natura strutturale. Infatti viene scritto “La sezione, a seguito dei controlli effettuati, non può che rilevare la perdurante presenza di gravi e ripetute criticità in cui l’Ente versa a partire almeno dall’esercizio 2017”. E qual è la vostra risposta? Dal 1° luglio il Responsabile Amministrativo, che già faceva i salti mortali con poche ore, non ci sarà più. Non vi preoccupa tutto questo? O volete solo rimanere in carica finché non vi esploderà del tutto il cerino in mano? Alzare la mano per approvare scelte altamente rischiose non è cosa da poco. Comporta un’assunzione di responsabilità politica, amministrativa ed anche erariale che dovrebbe essere ben valutata da ciascuno di Voi.

Lo vogliamo dire chiaramente ai Consiglieri rimasti in quest’aula: alzare la mano stasera per approvare questo bilancio ed il piano di rientro non è un semplice atto politico. È un’assunzione di responsabilità personale, anche di fronte alla Corte dei Conti e sul piano patrimoniale, che peserà sulle vostre spalle. Considerate bene le Vostre scelte.

Sindaco, per puro senso di responsabilità verso Crespino, abbiamo persino valutato in modo informale se vi fossero i presupposti per evitare il peggio su temi vitali come personale, sicurezza, scuola e casa di riposo, da Voi fino ad ora trattati in maniera totalmente divergente rispetto alle nostre idee. Il divenire della realtà ci ha poi fermato. I pareri del revisore nel frattempo arrivati, i nuovi sviluppi legali sulla casa di riposo comunicati dal Segretario Comunale, la sostanziale insostenibilità, a nostro avviso, del piano di rientro dal deficit, le direttive che il Revisore elenca, ma che non sono esplicitate nella bozza di delibera, per il “risanamento” del bilancio, dimostrano plasticamente che stiamo parlando di un salto nel buio.

La verità è che questa maggioranza, con queste risicate forze e dopo due anni in cui non ha realizzato praticamente nulla del programma elettorale proposto, non è in grado di continuare ad amministrare Crespino. Vi mancano, noi crediamo, i due elementi chiari che sottendono a tutto ovvero a) una struttura tecnico/amministrativa adeguata e b) una guida politica forte, autorevole e consapevole.

Noi, come Opposizione, non possiamo garantire la sopravvivenza di una maggioranza che non c’è più. Non possiamo continuare ad avallare Vostre scelte, senza un nostro coinvolgimento, in un momento politico/amministrativo così delicato. Ad ogni scadenza cruciale (riequilibrio di bilancio, bilancio di previsione, etc. etc.), ci troveremo sempre nella medesima situazione.

I numeri del Rendiconto 2025 non mentono e danno ragione a tutto quello che l’Opposizione dice da anni. Il deficit è di 508.804,62 euro. Mezzo milione di euro solo quest’anno. Se sommiamo i passivi del 2022 e del 2023, parliamo di 900 mila euro di buco in quattro anni e la Corte dei Conti ne ipotizza degli ulteriori.

Il Revisore dei conti ha giustificato questo deficit in quattro punti:

  1. Scarsa capacità di riscuotere le
  2. Mancata costituzione delle partite
  3. Sovrastima dei residui
  4. Sottostima dei fondi di

Avete dovuto cancellare 380 mila euro di crediti che non incasserete mai: 124 mila euro di tasse rifiuti vecchie, 90 mila euro di rette della casa di riposo mai riscosse, 56 mila euro di multe stradali. Perché non sono stati incassati? Perché si è continuato a scriverli a bilancio? Vieppiù, si sono dovuti accantonare fondi indiretti ad ulteriore copertura per 244 mila euro ed arriviamo così a 624 mila euro. Facciamo un paragone storico, perché i Cittadini capiscano. Nel 2014 questa opposizione aveva appena concluso la propria attività amministrativa e lasciava un Comune con residui attivi per 816 mila euro con zero necessità di accantonamenti e 2,4 milioni liquidi in cassa. Nel 2024, prima della cura di questo bilancio, ci trovavamo con i crediti raddoppiati a 1,7 milioni, la cui “qualità” appare ora piuttosto scarsa visti gli stralci e gli accantonamenti resisi necessari, e la cassa ridotta a soli 650 mila euro. Si è eroso un patrimonio di 1,7 milioni di euro. Sarebbe interessante capire bene dove sono finiti questi soldi.

E mentre i crediti svaniscono, i debiti aumentano: spuntano 90 mila euro subito da pagare per il Consvipo, 160 mila euro per la polizia locale, 15 mila euro per l’Unione dei Comuni dell’Eridano.

Due anni fa, in campagna elettorale, qualcuno sventolava i fogli del bilancio, assicurando che il Comune era solido. Oggi la realtà Vi smentisce con fragore. Si sa, i numeri sono impietosi e non contestabili.

Nel Rendiconto 2025 gli investimenti sono zero. Risultano spesi appena 70 mila euro, di cui 31 mila sono fondi PNRR (quindi non vostri). Le strade sono a pezzi, gli edifici della casa di riposo e non solo richiederebbero manutenzioni, la scuola soffre. Avete un piano per l’energia sostenibile (PAESC) e uno per l’eliminazione delle barriere architettoniche (PEBA): che fine hanno fatto? Spariti. Nel quinquennio 2009-2013 la spesa per investimenti a Crespino fu di 3,4 milioni di euro. Negli ultimi dodici anni (dal 2014 al 2025), invece, siamo a poco più di 3 milioni di investimenti, inclusi 0,5 di fondi PNRR.

Parliamo del piano con cui volete ripianare il mezzo milione di euro di deficit in tre anni (170 mila euro all’anno). Le tasse (IMU e Irpef) sono già al massimo da anni. Le rette della casa di riposo sono già state aumentate due volte e non si possono toccare per equità sociale. E allora dove intervenite? Avete tagliato il trasporto scolastico. Lo avete di fatto azzerato. Ǫuesta scelta darà il colpo di grazia alle nostre scuole, già in sofferenza demografica, spingendo i genitori a iscrivere i figli nei comuni vicini (già alcuni lo hanno fatto), proprio ora che chiude anche la scuola materna di Guarda Veneta, Comune con cui abbiamo una convenzione per portare avanti, assieme, le scuole.

Il secondo pilastro, ovvero l’intervento sui costi della casa di riposo, appare assai critico in tema di sostenibilità. Pensare ad un numero costante di ospiti in struttura per tre anni non è per noi concretizzabile. Non è neppure ipotizzabile che il costo per ospite di cui al contratto oggi vigente, che scade a settembre, possa mantenersi stabile per i prossimi tre anni. Inoltre, pensare di diminuire il numero degli ospiti per ricalcolare i costi, senza contestualmente prevedere alcuna variazione delle rette in entrata, appare abbastanza incongruo.

Dire che questo bilancio cancella il passato e permette di ripartire con slancio riteniamo essere pura utopia. Il Revisore, nel suo parere al ripiano trasmessoci ieri, ha elencato una serie di misure assai impegnative e gravose, che immaginiamo siano state da Voi ipotizzate ma che, stranamente, non sono presenti nella bozza di deliberazione inviataci, che non ci appaiono condivisibili ovvero di difficile attuazione:

  • maggiore incisività nel contrasto all’evasione;
  • ricognizione della spesa e relativa razionalizzazione delle stesse;
  • revisione delle tariffe dei servizi a domanda individuale;
  • revisione della gestione dei trasporti scolastici;
  • revisione dei contratti in essere per le utenze e tempestività dei pagamenti relativi al fine di evitare aggravi di interessi e costo dei consumi.

Si tratta di elementi messi nero su bianco che questa Amministrazione non ha né la forza né l’autorevolezza politica per portare avanti, almeno dal nostro punto di vista. Per tutte queste ragioni, noi non garantiremo la sopravvivenza di una maggioranza che non esiste più.

Chiediamo al Segretario Comunale di mettere integralmente a verbale questo intervento.

Dopodichè, noi abbandoniamo l’aula e chiediamo al Sindaco ed al Segretario Comunale, a norma dell’art. 38 del Regolamento Comunale, di procedere alla verifica del numero legale di cui all’art. 22, comma 1, del medesimo Regolamento e di sospendere la seduta sino a quando non sia presente un numero di consiglieri tale da garantire il numero legale (almeno la metà dei Consiglieri assegnati per legge al Comune, senza computare a tale fine il Sindaco). Se ciò non avverrà entro trenta minuti dalla sospensione, la seduta dovrà essere tolta. Grazie.

Crespino, 30 giugno 2026

Gruppo Insieme per Crespino Il Capogruppo Massimo Finotti

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