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Transazione IRAS, alcuni interventi in Consiglio Comunale – Matteo Masin

Nel suo intervento il Consigliere Matteo Masin, del Forum dei Cittadini, ha voluto ricostruire le vicende che hanno portato alla situazione attuale.

La convenzione-capestro, voluta dall’Amministrazione Avezzù nel 2003, scaricava su IRAS (si badi bene, sulle rette pagate dagli anziani ospiti) per 99 anni i costi di Casa Serena, priva delle necessarie messe a norma, a partire da quella antisismica, azzerando anche progressivamente i contributi versati dal Comune per far fronte alle spese per le utenze (elettricità, riscaldamento, acqua ecc.).

Il Comune cercava in tal modo di liberarsi dell’obbligo di investimento, accertato in circa 10-12 milioni di Euro, per rendere agibile Casa Serena, passando ad IRAS tale fardello.

Nel 2003 il Consiglio di Amministrazione di IRAS, a maggioranza (3 contro 2), approvava la modifica statutaria che prevede la depubblicizzazione dell’Ente e chiedeva al Comune il parere non vincolante.

Tale parere veniva dato dal Comune con una delibera di Giunta e non, come dovuto ed obbligatorio, del Consiglio, probabilmente perchè il Sindaco sapeva che anche parte della sua maggioranza non l’avrebbe approvata.

La regione, che da sempre ha il dovere di controllare tutti gli atti delle IPAB come IRAS, non intervenne su tale illegittimità. Un parere successivo del difensore civico regionale chiarì i profili di totale illegittimità di tale atto, ma ormai era stata firmata la convenzione-capestro.

La stessa Regione che oggi sembra chiedere un nuovo atto di fiducia al buio sul futuro di IRAS, e che è inadempiente anche per la legge di riordino delle IPAB, unica in Italia con la Sicilia. Tanto meno lo farà prima delle nuove elezioni.

La stessa Regione che si è guardata bene di accreditare ad IRAS i nuovi 100 posti letto, che ne avrebbero consentito il recupero economico e finanziario, ma ha invece deciso di accreditarli ad una struttura privata concorrente di IRAS.

La stessa Regione a cui la precedente amministrazione aveva chiesto, nell’ambito di un accordo quadro tra Comune, ASL ed ATER, di cambiare la destinazione d’uso, almeno parzialmente, di Casa Serena, e che oggi sembra fare l’occhiolino alla nuova Giunta Cittadin a tal fine.

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