

Nell’ambito del percorso per il rinnovo del contratto nazionale Vigilanza privata, la Fisascat Cisl Padova Rovigo sarà presente al coordinamento dei delegati convocato da Fisascat Veneto per il 10 febbraio prossimo, cinque giorni dopo l’incontro tra i sindacati di categoria e le associazioni datoriali. Il rinnovo del contratto interessa direttamente circa 2.500 lavoratori e lavoratrici a Padova, tra guardie armate e operatori fiduciari non armati, e circa 350 a Rovigo. Il coordinamento regionale sarà l’occasione per fare il punto della situazione sul settore vigilanza e discutere in merito alla piattaforma presentata e alla trattativa in corso per il rinnovo del contratto.
«Una volta rinnovato il contratto nazionale di lavoro, si spera in tempi brevi, si dovrà dare il via alle trattative per un contratto regionale della vigilanza», spiega Diego Marcomini, della Fisascat Cisl Padova Rovigo. «Ci aspettiamo un riconoscimento serio e valido a un settore che merita maggiore attenzione, sia sotto il profilo economico che normativo, vista la delicatezza dell’attività che i lavoratori e le lavoratrici della vigilanza svolgono non solo con le tradizionali guardie giurate armate, ma anche con gli operatori dei servizi fiduciari che forniscono servizi importanti per la comunità. Quindi questo rinovo del contratto dovrà dare risposte concrete e dignitose sul tema delle retribuzioni, ma dovrà anche garantire soluzioni utili a migliorare le condizioni di vita e di lavoro di persone costrette troppo spesso a turni massacranti, anche di 12 ore continuative, con una conseguente riduzione delle condizioni di sicurezza».
Nella piattaforma rivendicativa per il rinnovo del contratto collettivo nazionale che sarà presentata alle associazioni datoriali il 5 febbraio, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs chiedono un rafforzamento del sistema di relazioni sindacali, prevedendo momenti di confronto periodici sia a livello nazionale, che regionale e aziendale, un’organizzazione del lavoro con una programmazione trasparente e stabile dei turni, rispetto del riposo con un limitato ricorso al lavoro straordinario, percorsi formativi di qualità e un aumento salariale complessivo coerente con l’aumento del costo della vita e con i crescenti rischi e le condizioni operative difficili.
«Sarà necessario stabilire regole precise anche nei confronti delle committenze che si servono del settore della vigilanza privata, siano esse private o pubbliche – aggiunge Marcomini – per arginare la piaga degli appalti al massimo ribasso, che vanno ad impattare sulle condizioni di lavoro sia sotto il profilo economico che, spesso, anche della sicurezza, generando fenomeni di dumping contrattuale e di precarizzazione. Nel coordinamento regionale i delegati avranno modo di esprimere la loro opinione e i loro suggerimenti, insieme ad operatori e dirigenti presenti. Sarà un momento di confronto molto importante e propedeutico a supportare la trattativa nazionale. La Fisascat Cisl Padova Rovigo c’è».


