Notizie

77 anni fa l’uccisione a Trecenta di Evelino Tosarello

Questa lapide rimasta nascosta per tanto tempo nei magazzini del Municipio di Trecenta, fu ricollocata al suo posto dal Comune, dopo numerose proteste da parte di politici, intellettuali e gente comune.

A 77 anni dalla sua uccisione, avvenuta il 20 Maggio 1948 in Piazza Garibaldi, secondo tante dichiarazioni, come quella di Giuseppe Di Vittorio, per mano di un militare delle forze dell’ordine giunte per fermare la rivolta bracciantile in Polesine, è  giusto ricordare Evelino Tosarello, contadino ( non bracciante)  che, nonostante la differente classe sociale, portò la sua solidarietà ai braccianti e ai salariati che lavoravano presso potenti latifondisti. Quel giorno, era stato arrestato un mezzadro dell’Azienda Spalletti, Bruno Barbini, molto conosciuto per il suo impegno politico e sindacale.

Ed Evelino, ripeto,  non esitò  a portare la sua solidarietà ai più deboli. Oggi si può ragionare meglio su quegli scioperi che furono fondamentali per il  miglioramento delle condizioni di vita di tanti poveri lavoratori e delle loro famiglie. Scioperi durati anche decine di giorni, come quelli polesani del maggio 1948. Scioperi sostenuti da gente che non aveva neanche il pane per i propri figli.

Scioperi che vedevano contrapposti, come fece notare Di Vittorio, figli del popolo, fratelli, divisi in piazza durante le manifestazioni di protesta. Da una parte c’erano i disperati  lavoratori dei campi o delle fabbriche e dall’altra i lavoratori delle forze dell’ordine, anche loro spesso arruolatisi, per sfuggire alla miseria.                   Fortunatamente quei giorni sono lontani, ma i rischi di ritornare indietro, alla guerra tra poveri,  purtroppo esistono ancora. Le sofferenze non sono finite. I diritti dei lavoratori, dopo una fase di buona tenuta, sono stati in parte cancellati. Disoccupazione, precarietà e salari sempre più miseri, caratterizzano questa fase nel rapporto tra lavoratori e padroni di tante attività economiche e finanziarie.

Non scordiamoci quello che è successo. Certi drammi non devono più succedere. Ricordiamolo anche per il Referendum  dell’8 e il 9 Giugno 2025, a difesa dei diritti dei lavoratori e dei più deboli. Rispetto della dignità umana, non violenza e mediazione servono per evitare nuove tragedie.

Anche le istituzioni dovrebbero ricordare adeguatamente questi fatti. Cosa avvenuta raramente a Trecenta. Quasi nessuno dei nostri ragazzi conosce questi eventi. E questo è inammissibile! Ad esempio, cosa farà il nostro sindaco, per ricordare questa nostra storia , di Trecenta, di vita e di morte, di lotta e repressione?

Prendo l’occasione per ricordare anche Nicola Badaloni, morto il 21 maggio 1945. Medico, parlamentare socialista e brava persona nell’aiutare i più poveri. Da Recanati a Trecenta per una vita in cui ha dato il suo contributo scientifico per sconfiggere la pellagra, la malattia delle persone che potevano mangiare poco e quasi solo polenta. Grazie al nostro grande medico e parlamentare, la cui casa purtroppo, sta cadendo a pezzi.

Brusco Guglielmo – Cittadino di Trecenta – PRC Trecenta

Condividi